Consales indagato: “Non mi dimetto”

Indagato riciclaggio e ricettazione per un debito con Equitalia, il sindaco di Brindisi Mimmo Consales ribadisce: "Non mi dimetto ed ho piena fiducia nella magistratura".

Sindaco di Brindisi Mimmo Consales

BRINDISI- Avrebbe sollecitato le dimissioni del sindaco Mimmo Consales parte del pd, interessato a non lasciare troppo spazio d’azione al centrodestra che ha già chiesto di tornare a votare. Consales però non sembra intenzionato a lasciare il suo posto da primo cittadino dopo l’avviso di garanzia ricevuto ieri.

Il sindaco è accusato di riciclaggio, abuso d’ufficio e ricettazione, in concorso con il capo del suo staff, Cosimo Saracino, con un commercialista di Lecce, Massimo Vergari e con l’ex direttore dell’agenzia di Brindisi di Equitalia, indagato anche per concussione. Quest’ultimo, ora in servizio a Bari, avrebbe sottoposto a pressioni suoi dipendenti per compiere delle irregolarità in vantaggio del primo cittadino. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura  c’è un debito da 300.000 euro che Consales avrebbe maturato con Equitalia prima di diventare sindaco operando con una società di cui era rappresentante legale.

Dopo l’elezione, avrebbe concordato una rateizzazione del debito ma, secondo l’accusa, lo avrebbe fatto approfittando del suo ruolo istituzionale. La quota pagata sinora sarebbe di 20.000 euro  in rate mensili versate in contanti che violano le norme antiriciclaggio che impongono una completa tracciabilità del denaro. Sulla restante parte ancora non pagata si concentra ora l’attenzione degli inquirenti.