Università con pochi fondi per ricerca e docenti, ma salgono le immatricolazioni

Vincenzo Zara ha convocato la stampa per fornire un quadro dettagliato e trasparente dello stato di salute dell'ateneo. Poche risorse e precariato tra le criticità, ma aumentano le immatricolazioni. Sulla vicenda dell'indennità di carica spiega: “Non rinuncio: sono solo 12 mila euro previsti dalla legge”.

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LECCE- Il nuovo rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, vuole lanciare un segnale di trasparenza agli organi di informazione: lo fa con un forum, che si ripeterà con regolarità, in cui annuncia una serie di iniziative che permetteranno di accedere, facilmente e via web, a tutta la documentazione relativa agli ordini del giorno delle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.
Vincenzo Zara ha fatto chiarezza sullo stato di salute dell’università salentina: un quadro per certi versi allarmante, perché mancano le risorse per assumere un numero congruo di nuovi docenti e il precariato la fa da padrona. Con il turnover bloccato la possibilità di assunzione è bassissima rispetto ai docenti che vanno in pensione. Fondi ridotti, assunzioni ridotte: siamo di fronte a un’università quasi bloccata. Vincenzo Zara spiega che l’unica strada da percorrere in questo momento per avere nuove assunzioni è chiedere al ministero l’allentamento dei requisiti stringenti in vigore per l’offerta formativa.

L’Università del Salento va bene nella didattica, ma, ai fini della valutazione che attribuisce le risorse, conta molto di più la ricerca scientifica, che in questo momento è proprio il tallone di Achille dell’Ateneo. “E’ necessario attivare la ricerca con iniziative interne e reperimento di fondi” – spiega Zara. Il ministero finanzia corposamente pochi progetti, tutti gli altri restano fuori e questo penalizza tantissimi ricercatori. L’università del Salento provvederà all’assunzione di 10 nuovi ricercatori a tempo determinato, la regione ha promesso di aggiungerne altri 45. “Sono stati stanziati 100 mila euro per potenziare l’assegno di ricerca – chiosa il rettore – ma si tratta di un’altra forma di precariato. Così come le borse di studio di dottorato: ne sono previste 36. Il problema è che, quando finiscono, ci si ritrova a 35 anni senza niente in mano”.

Per il magnifico la soluzione sarebbe una politica strutturale che garantisse una filiera, senza lasciare tanti giovani ai margini dopo una iper-specializzazione. “Questo è un sistema che non funziona” – riflette Zara. Ci sono, però, alcuni dati positivi: secondo l’Università del Salento, anche quest’anno continuano a salire le immatricolazioni: si passa dai 3122 del 2012/2013 ai 3501 del 2013/2014. Ci sono, tuttavia, facoltà che perdono visibilmente, come Scienza e tecniche psicologiche, che passa dai 228 dell’anno precedente ai 179 di quest’anno.

Zara chiarisce anche la sua posizione sull’indennità di carica, che è prevista dalla legge che mette al riparo per eventuali danni da responsibilità civile e che ammonta a 12 mila euro. “E’ l’indennità più bassa della Puglia”, chiosa Zara- i revisori contabili ne prendono 50 mila”.

Il suo predecessore ci aveva rinunciato, ma Zara non lo farà. Il magnifico chiarisce che il CdA non ha bloccato l’indennità, “perché non può farlo, è stata solo rimandata la determinazione dell’importo, perché mancava la documentazione necessaria”. Presto saranno rinnovate le cariche nella conferenza dei Rettori delle Università Italiane è Zara è candidato nella giunta: si tratta di un organismo formato da 11 rettori, che ha stretti rapporti con il ministero. Il rettore salentino spera di poter essere eletto per esercitare da quella posizione le pressioni giuste per migliorare le condizioni dell’ateneo Salentino.