Caso Vendola-Archinà, Pdl: “Dimissioni”. Ma la maggioranza blinda Nichi

Il caso della telefonata Vendola-Archinà spacca in due la politica regionale. Il centrosinistra blinda il governatore: " Per Nichi parla la sua storia". Ma il Pdl si scaglia contro la «doppia morale» del leader Sel e chiede le dimissioni subito

Nichi Vendola

TARANTO- Il caso della telefonata Vendola – Archinà spacca in due la politica regionale. Da una parte la maggiornza di centrosinistra – quella che in via Capruzzi sostiene il Governatore- ci prova a ridimensionare, a minimizzare la cosa. A derubricare le intercettazioni ad «episodio minore» perchè, dicono, per Vendola parlano la sua storia, gli atti politici, le leggi regionali varate in difesa della salute. Nichi, insomma, non si tocca. Il governatore incassa la fiducia imperitura dei suoi.
Dall’altra parte il centrodestra si scaglia contro la «doppia morale» di Vendola, e chiede le dimissioni del presidente della Regione che nelle intercettazioni – dice – «mostra il suo vero volto», quello che si da di gomito con i poteri forti e tradisce le promesse elettorali. La telefonata intercettata tra Vendola e il braccio destro dei Riva fa esplodere il caso. Ecco perchè, su questo, sarà la conferenza dei capigruppo a definire la linea da adottare nel possibile in consiglio regionale di domani

Il Pdl non ha dubbi: « Vendola al telefono – dice i capogruppo Zullo- svela la sua doppia morale. Quella che in pubblico monta le barricate in difesa della salute e del lavoro e che in privato se la intende con più poteri forti » . Debole- aggiunge – anche la sua difesa « non è con una telefonata di quel tono – va avanti- che si tutelano i posti di lavoro. Diciamola tutta: Vendola ha tradito gli elettori, i cittadini di Taranto a cui ha promesso tutela dell’ambiente».

La questione per Zullo è etica e politica.”Vendola sia conseguente – conclude – ora che ha svelato il suo doppio gioco gli chiederemo un atto di coscienza: le dimissioni». Ma il centrosinistra non ci sta.

«Per Vendola, dice Losappio capogruppo Sel – parlano i suo atti politici, la legge antidiossina quella sulla valutazione del danno sanitario, il ricorso della Regione contro il decreto del Governo. Quella telefonata va contestualizzata. L ‘incipit della chiacchierata sarà anche goliardico, ma è la fine quella che conta, e che non viene citata : il presidente chiede conto della fabbrica. Il suo obiettivo è tutelare il lavoro». Il centrosinistra- conclude- è compatto «non ci sono elementi per non confermare la fiducia».