Bandi col trucco alla Asl, domani ricominciano gli interrogatori

Riprenderanno domani gli interrogatori di garanzia degli indagati nell’inchiesta sui bandi truccati alla Asl di Brindisi. Davanti al gip Valerio Fracassi, gli 11 arrestati in regime di domiciliari.

ASL Brindisi

BRINDISI- Chiusa la prima tornata, con la sfilata davanti al gip degli 11 indagati nell’inchiesta sugli appalti truccati alla Asl di Brindisi finiti in carcere, nella mattinata di lunedì riprenderà il valzer degli interrogatori di garanzia. Davanti al Gip del Tribunale di Brindisi Valerio Fracassi, sono chiamati a comparire gli 11 indagati dallo scorso martedì mattina in arresto in regime di arresti domiciliari.

Si tratta di Gianluca Pisani, Armando Mautarelli, Giovanni De Nuzzo, Mauro De Feudis, Claudio Annese, Cosimo Bagnato, Grazia Cito, Daniele Di Campi, Ivo Grifoni, Salvatore Perrino, Francesco Perrino. Le ipotesi di reato ipotizzate a vario titolo agli arrestati sono di associazione per delinquere, turbativa d’asta, falso in atti pubblici, corruzione, frode in pubbliche forniture, violazione del segreto d’ufficio.Secondo l’accusa formulata dai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Nicolangelo Ghizzardi, a gestire l’assegnazione degli appalti non era il reale valore di un’offerta, ma un vero e proprio sistema capace di dirottare gli esiti dei bandi.

L’indagato principale, considerato il regista occulto,  è il capo dell’area gestione tecnica della Asl Vincenzo Corso che, nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Lo stesso hanno fatto il geometra e consigliere comunale Antonio Ferrari, ritenuto corrotto e corruttore dagli inquirenti, e il “faccendiere” Giovanni Borromeo, l’uomo incaricato di aprire le buste.

Intanto, mentre sono già state depositate le prime istanze di scarcerazione, c’è anche chi, per motivi di salute, ha chiesto la revoca della misura cautelare. SI tratta di Salvatore Perrino, 86annni,costretto ai domiciliari in un appartamento in cui vive solo.

C’è poi Giuseppe Rossetti, di Torre Santa Susanna, in carcere ma, secondo il suo legale Raffaele Missere, afflitto da una patologia non conforme al regime carcerario. Sulla posizione di Rossetti, dovrà esprimersi il medico legale Antonio Carusi, cui il gip ha conferito l’incarico di accertare la salute dell’uomo.