Emergenza Xylella, esami negativi per Taranto e Brindisi

Le aree contingue delle province di Brindisi e Taranto non presentano segni di contaminazione così come tutta la fascia adriatica del leccesse intorno e verso Otranto.

ulivi

BRINDISI- L’area dell’infezione da Xylella Fastidiosa è ben contenuta in una porzione definita della provincia di Lecce, essenzialmente a ridosso della costa ionica. Le aree contingue delle province di Brindisi e Taranto non presentano segni di contaminazione così come tutta la fascia adriatica del leccesse intorno e verso Otranto.
A dare la buona notizia è l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che proprio ieri sera ha ricevuto le prime informazioni provenienti dall’Osservatorio Fitosanitario regionale diretto dal prof. Guario, che sull’emergenza fitosanitaria verificatasi in Salento è organo di coordinamento e controllo.

Si tratta dei rilievi condotti dai tecnici dello stesso Osservatorio e dai Consorzi di Difesa, su 150 campioni di ulivi, viti e altre piante spontanee prelevate proprio nel triangolo di possibile influenza da Xylella.

Una analisi condotta da costa a costa (Ionio-Adriatico) e lungo i confini delle tre province pugliesi, poi sviluppatasi nei laboratori del CNR e dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Valenzano (BA).

Uno studio che consente di confinare l’infezione da batterio in una parte precisa e che costituisce, in vista di ulteriori e continui campionamenti che proseguiranno nei prossimi giorni, un primo tratto di penna sulla mappa che l’Osservatorio dovrà definire anche in merito al posizione delle cosiddette fasce tampone.Un dato di fatto e una evidenza scientifica – sottolinea Nardonini – che costituirà anche la base di discussione indispensabile in vista del confronto che martedì avremo in video conferenza con Bruxelles e i componenti la Commissione Europea DG Salute Consumatori.