L’ira della Toto: “Giù le mani dal centro antiviolenza”

Personaggi ambigui che gettano discreto sul centro, donne che vengono avvicinate e convinte a interrompere il percorso con la struttura, bandi di gara spariti nel nulla e convenzioni anomale. Dura la presidente del Centro antiviolenza Renata Fonte di Lecce che annuncia esposti in procura e dice: “Il mio centro violato e tartassato”.

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LECCE- “Incaricati pubblici stanno cercando di gettare discredito sul Centro antiviolenza Renata Fonte avvicinando le donne che si sono rivolte alla struttura, convincendole a ritirare le denunce e interrompere il percorso già avviato, millantando amicizie nelle alte sfere e sponsorizzando avvocati che queste amicizie ce le hanno e che potrebbero avere accesso facilmente ai piani alti.

Avvocati a pagamento, nonostante le vittime di violenze e di soprusi abbiano diritto al gratuito patrocinio e siano seguite, gratuitamente appunto, all’assistenza legale”.

Una denuncia precisa quella della presidente del centro leccese Maria Luisa Toto, stanca di quelle che definisce una campagna denigratoria e vessatoria da parte della classe dirigente.

“È l’ennesimo sopruso nei nostri confronti dice la presidente che legge, naturalmente in forma anonima, le dichiarazioni, nero s bianco di alcune delle utenti della struttura che dopo aver avviato il percorso con le operatrici del centro, avvocati e educatrici specializzate, all’improvviso fanno marcia indietro interrompendo i rapporti, per poi tornare sui propri passi e raccontare tutto.

Sono stata avvicinata da un incaricato pubblico che mi ha vivamente consigliato di rivolgermi ad altre strutture, si legge nella lettera, e ad avvocati molto più in alto che però vogliono essere pagati”.

E questo è solo uno dei 5 casi simili accaduti da settembre ad oggi. Quali sono queste strutture? Quali interessi si nascondo dietro? Il centro antiviolenza è scomodo e a chi non piace ? Questi personaggi si facciano avanti, dice Maria Luisa Toto, altrimenti i loro nomi, che noi conosciamo, finiranno sul tavolo del procuratore motta.

Ma questo è solo uno dei tanti casi di boicottaggio sviscerati da Maria Luisa Toto che in vista della manifestazione programmata per il 23 novembre prossimo in occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne si toglie i sassolini dalle scarpe e fa il punto della situazione: nonostante siamo stati nominati come il centro antiviolenza dell’ambito territoriale sociale di Lecce nessuno ci finanzia con delibere bloccate e bandi di gara ai quali abbiamo partecipato e di cui non si sa più nulla.

Nel 2008 al centro non viene rinnovata la convenzione dal comune di Lecce con la motivazione che la regione puglia sta approntando un bando di gara per 45 mila euro. Bando al quale al centro partecipa costituendosi in cooperativa cosi come richiesto. Ad oggi di quella gara e di quel finanziamento non si sa più nulla.

Dal 24 gennaio del 2011 il centro viene a sapere, per un puro caso di essere il centro antiviolenza riconosciuto dell’ambito sociale territoriale composto da 10 comuni con Lecce capofila, ambito presieduto dal sindaco Perrone. Un’altra domanda: questo ambito riceve finanziamenti? E si , dove sono quelli per il centro che in tutto questo tempo non ha mai ricevuto una lira?

E infine l’odissea della convenzione che stanzierebbe per il centro 10 mila euro per l’anno 2013. “Una convenzione che ci siamo rifiutate di sottoscrivere sino ad oggi perchè piena di anomalie: dal comune ci chiedevano l’elenco delle nostre assistite e il libero accesso a tutti gli atti. Inaccettabile, dicono, perchè tutelati dalla privacy”.