Terremoto Asl, Ciannamea: “Siamo scossi”. E trema anche Lecce

Clima teso nella Asl di Brindisi dopo l'inchiesta sugli appalti truccati. Trema anche l'Asl di Lecce. Provvedimenti disciplinari per Rollo e Pisanello. Mellone: "Verificheremo anche gli appalti leccesi".

ciannamea

BRINDISI- Attonita Brindisi, ma a tremare con lei c’è anche Lecce. Il day after dell’inchiesta, che ha scoperchiato il pentolone degli appalti truccati nella Asl brindisina porta con sé, com’è ovvio, preoccupazioni e sospetti.
“Siamo tutti un po’ scossi, sapevamo delle indagini ma non di come sarebbero andate a finire. Sta a noi ora mantenere il clima più sereno”. Paola Ciannamea, numero uno della Asl brindisina, non nasconde la preoccupazione dopo le 22 ordinanze di custodia cautelare, di cui 11 in carcere e i 133 indagati. Il sistema Corso, com’è stato ribattezzato con riferimento al dirigente dell’ufficio tecnico, avrebbe portato alla spartizione di appalti pubblici per un qualcosa come 34 milioni di euro, dirottati verso le ditte amiche e compiacenti, che avrebbero ripagato il favore a suon di subappalti, viaggi e gioielli.

Gli arresti hanno sostanzialmente decapitato l’area tecnica della Asl brindisina ed è da lì che bisogna ripartire: “Siamo a lavoro per trovare dei sostituti- dice la Ciannamea-. Non è facile visto che quella dell’ing. Corso era una figura professionale unica nella Asl”.

Si difende Alfredo Rampino, ex direttore amministrativo, intercettato in una conversazione in cui avrebbe favorito la ditta Edilmiglietta: “E’ di un mio carissimo amico- dice ora- ma l’ho solo invitata a iscriversi nell’elenco dei fornitori, non le ho dato un appalto”.

È “un quadro inequivocabile”, però, in sostanza, quello emerso, secondo il giudice Valerio Fracassi, che ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio dei pm Giuseppe De Nozza e Nicolangelo Ghizzardi. “All’interno della Asl di Brindisi- ha scritto- si era radicato un sistema di gestione deviato dalle procedure amministrative finalizzate alle aggiudicazioni di appalti”.

Ed è per questo che la scossa arriva anche nella Asl di Lecce. Per un doppio motivo: il primo è che di quel “sistema” avrebbero fatto parte anche Rodolfo Rollo, ex direttore generale della Asl di Brindisi e attuale direttore del distretto sociosanitario di Lecce, oltre a Fiorenzo Pisanello, attuale capo dell’area tecnica della Asl di Lecce, indagati a vario titolo per turbativa d’asta e falso ideologico in diverse procedure di gara. Il dg Valdo Mellone per loro annuncia l’avvio di un procedimento disciplinare.

“Per quanto mi riguarda, quella gara sul servizio di ingegneria clinica per cui sono stato chiamato in causa è stata tranquilla”, si difende Pisanello.  Poi, c’è il secondo binario: la gran parte delle ditte coinvolte ha appalti anche a Lecce.

Da appurare, a questo punto, la figura di Vittorio Marra, amministratore di fatto, assieme a Adolfo Rizzo, della Re. Vi, due dei tre imprenditori leccesi finiti in manette assieme a Cesarino Perrone di San Donato.

Marra è nome che richiama anche la vicenda leccese dei fili di sutura, gara annullata qualche mese fa da Mellone.  A Brindisi, intanto, il terremoto non accenna a placarsi: ad essere coinvolto è stato anche il manager della Santa Teresa, la partecipata della provincia, Giovanni Borromeo, ora in carcere, indicato come colui che materialmente modificava le buste delle offerte delle aziende. Per questo, è stata richiesta alla provincia convocazione urgente di un’Assemblea ordinaria per la verifica funzionale degli organi amministrativi del Cda.