Maltrattata da un avvocato perde il bambino

La massacra di botte al punto di farle perdere il bambino. La 40enne ha deciso di squarciare il velo di silenzio dietro al quale si era nascosta dal 2007 fino a qualche mese fa, e si è rivolta al centro antiviolenza Renata Fonte.

violenza sessuale

VERNOLE- Massacrata di botte dal compagno. Ripetutamente, al punto da farle perdere un figlio nel febbraio di quest’anno. Lei una 40enne straniera, che da tempo abita nel Salento. Lui un avvocato 43enne del foro di Brindisi, già finito sotto processo con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni gravi, minaccia aggravata e violenza privata. Nelle scorse ore l’uomo, assistito dall’avvocato Ladislao Massari, si è dovuto presentare nuovamente davanti al giudice Alcide Maritati.

Nella querela la donna, assistita dall’avvocato Stefania Mercaldi, aveva denunciato anche il procurato aborto, dimostrato dalle ecografie prodotte agli atti. Il 9 febbraio scorso la gravidanza risultava regolare, 10 giorni dopo no. L’esame diagnostico rivelava un aborto interno. Per quel bimbo ormai morto portato in grembo per 3 giorni, la donna ha dovuto subire due interventi chirurgici.
Una volta tornata a casa, il compagno non si sarebbe fermato e il 25 febbraio l’avrebbe picchiata ancora.

Poi finalmente la 40enne ha deciso di squarciare il velo di silenzio dietro al quale si era nascosta dal 2007 fino a qualche mese fa, e si è rivolta al centro antiviolenza Renata Fonte. Con l’aiuto della presidente Maria Luisa Toto e degli esperti del centro è riuscita a ribellarsi e a denunciare tutto.

Ora il giudice ha deciso di approfondire le indagini e ha trasmesso nuovamente gli atti alla Procura che ha 4 mesi di tempo per indagare sul presunto procurato aborto.