I ladri di rame spengono le luci del Tatà

300 metri di cavi elettrici sono stati rubati al teatro tatà del quarteiere Tamburi. Il crest sborsa 10 mila euro e afferma: "Siamo dispiaciuti perche è un centro culturale che mira al recupero del quartiere"

TATà

TARANTO- Teh show must go on, cantava Freddie Mercury, ma in questo caso, lo spettacolo è  stato interrotto. Problemi tecnici. Eh si, perchè sono rimasti spenti i riflettori sul palco del teatro Tatà di Taranto e, necessariamente, è calato il sipario. 300 metri di cavi elettrici sono stati rubati dall’ immobile in via grazia Deledda.

Lo scopo sempre  lo stesso: recuperarne il rame per poi rivenderlo. Amara scoperta per i gestori del teatro. Scoperto e denunciato il furto, il Crest, cooperativa che gestisce il teatro, ha dovuto sborsare circa 10mila euro per sostituire i cavi rubati, mettere in sicurezza l’impianto, annullare il nolo dell’auditorium, rinviare i laboratori di formazione attoriale.

«E’ il terzo furto – spiegano i gestori del teatro – in poco tempo: i primi due avevano interessato solo l’Università, questo ha colpito anche il teatro. Il prossimo 15 novembre si apre la stagione di teatro 2013/14 per gli adulti e abbiamo dovuto attivarci immediatamente perché riteniamo che la struttura non debba chiudere. Il Crest vuole essere anche un punto di riferimento per la promozione e per lo sviluppo della cultura: è questo il motivo per cui il Tatà è nato ed è cresciuto ai margini dei Tamburi, proprio lì dove l’inquinamento minaccia di creare il deserto: un teatro di tutti e per tutti, anche per coloro che hanno perpetrato questa sciagurata azione» .

I ladri hanno aggirato la recinzione del complesso edilizio universitario,  e una volta all’interno hanno manomesso i pozzetti dai quali si dipartono i cavi elettrici che alimentano l’impianto elettrico.