Rifiuti&Camorra, Violante: “Intervenga il Ministero dell’ambiente”

Continua il dibattito sulle rivelazioni di Schiavone e sui veleni sotterrati nel Salento. Violante interviene da Maglie e suggerisce alla Regione di organizzare una verifica con il ministero dell'Ambiente. Pagliaro chiede la convocazione di un tavolo interistituzionale e rivolge un appello alla magistratura: indaghi.

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MAGLIE- Le rassicurazioni della procura non bastano a placare i dubbi della popolazione salentina. C’è inquietudine e voglia di saperne di più: lo si è visto nell’incontro di domenica a Casarano.Quei fantasmi, quei camion che sversavano nel nostro territorio liquami e rifiuti li abbiamo visti tutti negli anni”, afferma una professoressa del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie, nel bel mezzo di un incontro sulla costituzione. La docente chiede il permesso di uscire fuori tema per rivolgere una domanda a bruciapelo al presidente emerito della Camera, Luciano Violante: “Perché il verbale di Schiavone è stato secretato per tanti anni? Non crede che sia necessario fare delle verifiche?”
Il presidente spiega che potrebbero averlo ritenuto necessario per non ledere le indagini della magistratura, ma “anche perché, alcune volte, sono gli stessi pentiti a chiederlo”. Insomma, le ragioni sono tante, ma ancora poco chiare. Però, Violante di una cosa è sicuro: in questi casi l’unico modo per fare luce è chiedere l’intervento del ministero dell’Ambiente. In altre parole, la Regione, secondo il presidente emerito, dovrebbe organizzare uno studio e un intervento a braccetto con il ministero competente.

L’Indiano ha più volte messo in luce i collegamenti tra la Campania e la Puglia: collegamenti di uomini, affari e discariche. La Provincia di Lecce ha annunciato approfondimenti: Gabellone ribadisce l’intenzione di procedere a verifiche concrete.
Saverio Congedo, prima che la procura di Lecce annunciasse le sue intenzioni, aveva chiesto un intervento della Regione: “Occorre che la Regione metta in campo al più presto gli uffici competenti e tutti gli strumenti di cui può disporre per fornire una risposta esaustiva ai cittadini del Salento in termini di salute e sicurezza”.

Pagliaro, con toni ancora più duri, chiede alla Regione di rimboccarsi le maniche. “I Salentini meritano di sapere e non si puo’ indugiare su circostanze sensibili per la salute dei cittadini”- chiosa il presidente del Movimento Regione Salento e coordinatore regionale del MIR – Le rivelazioni del pentito Schiavone stanno trovando conferme oggettive in altri territori. Per questo siamo allarmati per il nostro Salento e non comprendiamo il silenzio della Regione Puglia. Vendola e Nicastro perche’ non intervengono?” Le Regione dovrebbe chiedere la convocazione di un tavolo inter-istituzionale in Prefettura – secondo Pagliaro – con la partecipazione di Arpa, Provincia, Comuni, Asl, per far luce sulla vicenda.

Ogni ritardo sarebbe imperdonabile, quando in gioco c’e’ la tutela della salute dei cittadini e gli ultimi dati sui tumori in salento sono allarmanti. Nelle more della Regione, ci appelliamo alla magistratura affinché apra un fascicolo di indagini. Basta ricordare i fusti di rifiuti di Ugento: in quell’occasione, come in altre, la magistratura e’ stata impareggiabile difensore dei diritti della nostra comunita’. Siamo certi che, anche oggi, sapra’ dare serenita’ a noi tutti. Il Salento potrebbe essere diventato, negli ultimi anni, il capolinea di un traffico illecito di smaltimento di rifiuti pericolosi. Se le rivelazioni del pentito venissero confermate, si dovrebbe andare fino in fondo per accertare le eventuali responsabilita’ di chi avrebbe potuto ma non ha vigilato, permettendo che il territorio venisse torturato, a danno della salute pubblica, con lo sversamento continuo di liquami pericolosi e rifiuti”.