Latitante da un mese, ritrovato al centro commerciale: preso

Con due complici, tentò di rapinare la gioielleria Re Mida di Oria. I poliziotti lo ritrovano in un centro comemrciale. Finisce in manette un 30enen Brindisino.

polizia

BRINDISI- La complice era già stata arrestata lo scorso 18 ottobre dai carabinieri della stazione di Oria. Ora, dopo un mese passato a nascondersi, le forze dell’ordine sono riusciti a mettere le mani anche sul 30enne brindisino Gianluca Lorè accusato, insieme alle 39enne di origini siciliane Teresa Cristafi, della tentata rapina ai danni della gioielleria Re Mida di Oria.

I fatti, lo scorso 22 giugno quando la titolare dell’esercizio aprì la porta di sicurezza a una donna, all’apparenza ad una cliente che, però, sembrava attendesse qualcuno. La gioielliera ipotizzò subito ci potesse essere qualcosa di strano e infatti dopo un po’ citofonò un uomo, con un cappellino da baseball sulla testa, cui decise di non aprire. A quel punto, la finta cliente, che indossava una parrucca nera, afferrò per la gola la gioielliera intimandole di aprire immediatamente la porta, cosa che non accadde. Tra le due donne cominciò una colluttazione e dalla tasca della rapinatrice spuntò fuori anche un taglierino. A salvare la commerciante, l’intervento del marito che, aprendo la porta della gioielleria, favorì però la fuga della rapinatrice.

Ad incastrare la donna, le immagini registrate dalle videocamere di videosorveglianza, capaci di registrare la Lancia Y utilizzata dai due per scappare. Da lì, sono partite le indagini che hanno permesso di identificare la Cristafi, ritrovata nel carcere di Bologna per una rapina commessa al Nord, e lo stesso Lorè, anche lui destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ma uccel di bosco da qualche settimana.

È stato individuato venerdì nel parcheggio del centro commerciale Ipercoop di Mesagne dagli agenti della squadra mobile che, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a braccarlo. Sarebbe lui, secondo il Gip Paola Liaci, l’uomo con il cappellino rimasto fuori dalla gioielleria. Mentre continuano le indagini per identificare un terzo uomo, forse il “palo”, il 30enne è stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di via Appia.