Un mese fa l’alluvione: il paese ricorda Rossella, Pino, Giuseppe e Chiara

Un mese dall'alluvione a Ginosa tra il ricordo delle vittime e le maniche rimboccate per rialzarsi. Tra le polemiche, ancora atteso il riconoscimento dello stato di calamità naturale dal governo

morto ginosa

GINOSA- E’ passato un mese dal 7 ottobre quando un nubifragio portò distruzione e morte nel versante occidentale della provincia di Taranto. Distruzione come due anni fa, con l’alluvione del marzo del 2011. morte invece per quattro persone. Quattro vittime della furia dell acqua e della violenza del fango.
Quattro lutti, oggi nel loro trigesimo. Ginosa, cosi come il comune materano di Montescaglioso, ricordano la Rossella Pignalosa, primo corpo ritrovato, il giovane infermiere Pino Bianculli, disperso per 3 giorni nelle campagne di contrada pantano, poi trovato cadavere. ed i coniugi altamurani Giuseppe Bari e Chiara Moramarco, inghiottiti anche loro dal fango. Tutti tra i 25 ed i 35 anni. Morte e distruzione. Distruzione di ponti, strade, case, campagne. Distruzione che ancora oggi regna, dopo un mese.

Come ancora si vedono le conseguenze dell’ alluvione del 2011. I ginosini vivono nel terrore ogni volta che piove. E ad oggi, nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale, detriti e macerie sono ancora lì. Sullo sfondo di quella tragedia, le polemiche politiche, ed i ritardi, proprio come nel 2011, nella richiesta dello stato di calamità naturale.