Rifiuti tossici: Bari apre un’inchiesta, Lecce no

Per monitorare il territorio ed escludere la presenza di rifiuti tossici nel sottosuolo smaltiti in Puglia dalla Camorra, la Procura di Bari apre un'indagine conoscitiva. Al momento nessun indagato, nè ipotesi accusatorie.

Procura di Bari

BARI- La Procura di Bari apre un’ indagine conoscitiva e costituisce una task force per far luce sulla questione relativa ai rifiuti tossici seppelliti in Puglia dalla Camorra negli anni Novanta.

Secondo il pubblico ministero Pasquale Drago, che ha avviato il fascicolo al momento contro ignotie senza ipotesi accusatorie, è necessario monitorare il territorio. ”Il procuratore di Lecce Cataldo Motta ha ragione- spiega il magistrato- non ci sono concrete evidenze di un rischio per la salute dei cittadini pugliesi, ma abbiamo il dovere di dare una risposta certa sullo stato di salute della regione”.

Intanto i cittadini di Casarano si mobilitano per chiedere che anche i magistrati leccesi intervengano e costituiscono, su facebook, un comitato che, nel giro di qualche giorno ha già raccolto 500 firme.

La posizione della Procura di Lecce è chiara: “Non rincorriamo i fantasmi”, ha ripetuto il capo, Cataldo Motta sottolinenado che non ci sarà alcuna inchiesta perchè non ci sarebbe nulla su cui indagare.

Sarebbero infatti troppo generiche le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, e troppo lontane nel tempo: rese nel 1997, e riferite a diversi anni prima. Inutilizzabili, insomma, già all’epoca, tanto che, quegli atti segretati della Commissione parlamentare antimafia non sarebbero mai stati inviati a Lecce.