La Cassazione annulla la condanna, da rifare il processo al sarto di Parabita

Tutto da rifare il processo per il sarto di Parabita accusato violenza su minore e condannato a 10 anni di carcere. La cassazione ha annullato la sentenza di condanna. I fatti risalgono al 2007, quando la moglie dell'uomo fu uccisa dalla madre della vittima

tribunale

Tutto da rifare il processo a Luigi Compagnone, il sarto di Parabita protagonista nel 2007 di una triste vicenda in cui i presunti abusi su un minore si incrociarono con la sete di vendetta di una madre e con il successivo omicidio di Jolanda Provenzano, moglie dell’imputato.

Condannato in primo grado a 10 anni di reclusione, pena confermata in appello, ora la cassazione riapre il processo annullando la precedente sentenza di condanna. La decisione dopo il ricorso discusso dai legali dell’uomo oggi quasi 90enne che avrebbe rischiato il carcere.

Le motivazioni non sono ancora note, ma i giudici hanno con ogni probabilità sposato la tesi della difesa, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto. Un difetto di motivazione che ha sottolineato in primo luogo le discutibili, secondo i legali, valutazioni della deposizione del bambino, la vittima all’epoca dei fatti di soli 7 anni. Valutazioni non conformi all’attuale giurisprudenza sull’ascolto dei minori.

Luigi Compagnone fu accusato di violenza sessuale nei confronti del bambino che nella sua casa frequentava il doposcuola tenuto dalla moglie dell’uomo. In quelle occasioni il bimbo avrebbe riferito di aver subito presunte molestie . La confessione di quelle attenzioni morbose da parte dei due coniugi, scatenò l’ira della madre che nel novembre del 2007 raggiunse la loro abitazione a parabita, uccise a coltellate la donna e ferì gravemente il sarto, finito in ospedale.

La famiglia del bambino si è costituita parte civile con i legali Francesca Conte e Luigi Corvaglia. Ora si ritorna in appello, con un processo tutto da rifare.