Bat, la società non si presenta: salta il tavolo in Confidustria

Bluff riconversione Manifattura Tabacchi. Salta il tavolo in Confindustria Lecce per discutere del futuro di una parte della società. I sindacati sul piede di guerra : “è tutta una presa in giro”.

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LECCE- Ennesima fumata nera per i lavoratori ex manifattura Bat. La riconversione di una parte della società appare sempre più un grande bluff. Nel 2010, la British American Tobacco ha deciso di delocalizzare la produzione di sigarette e ha chiuso lo stabilimento salentino, che pure, l’anno prima, aveva fatturato 139 milioni di euro di utili. Delle tre aziende individuate a subentrarle, solo mezza ha iniziato a camminare. È la Iacobucci srl, leader nella componentistica per aerei. La Hds srl, che avrebbe dovuto occuparsi di manutenzione di parchi fotovoltaici, ha già licenziato tutti e 22 i lavoratori che aveva assorbito. La Ip srl, invece, pare brancolare ancora nell’incertezza più totale e a pagarne le conseguenze sono i suoi 68 operai, assunti il primo gennaio scorso, sfruttando gli sgravi fiscali.

È per quest’ultima vertenza che, nella mattinata, è stato convocato il tavolo presso Confindustria Lecce. Sono volati gli stracci quando si è appreso che all’appello mancava chi avrebbe dovuto dare le rassicurazioni più importanti: Filippo Piccone, amministratore delegato di Ip, società figlia della Korus spa. Lo stesso Piccone che è senatore del Pdl, coordinatore regionale del partito in Abruzzo, sindaco di Celano (L’Aquila), travolto, sebbene mai indagato, dallo scandalo legato alla ricostruzione post terremoto a L’Aquila.