Rifiuti tossici, Motta: “Non rincorriamo i fantasmi”

Sul rischio di un traffico di rifiuti tossici ad opera della camorra, interviene Cataldo Motta: “Non rincorriamo i fantasmi”, dice. Nessuna inchiesta sarà avviata

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LECCE- “Non rincorriamo i fantasmi”, ripete il procuratore capo Cataldo Motta. Nessuna inchiesta, nessuna possibilità di indagare: Motta pare stroncare qualsiasi possibilità che la Procura di Lecce possa aprire un fascicolo sui rifiuti tossici che sarebbero stati tombati nel Salento ad opera della camorra. Troppo generiche le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, al contrario, ad esempio, di quelle rese sul Molise, per cui sono stati indicati luoghi precisi. Troppo lontane nel tempo, inoltre: rese nel 1997, riferite a diversi anni prima. Inutilizzabili, insomma, già all’epoca, tanto che, ancorché segretati, quegli atti della Commissione parlamentare antimafia non sono mai stati inviati a Lecce.

Dopo il primo incontro interlocutorio nelle scorse ore tra il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, l’aggiunto Ennio Cillo, a capo del pool ambiente, e i carabinieri del Noe di Lecce, tutto pare essere destinato ad arenarsi.

Tranquilli dovrebbero stare anche i cittadini di Casarano, che chiedono di sondare i terreni sui quali nel 2006 vennero effettuati sondaggi tramite sistema Mivis, a raggi infrarossi. Ma questa è un’altra storia, che con quella accennata da Schiavone va tenuta separata. In ogni caso, però, sempre di rifiuti si parla e fu lo stesso Motta a riferire di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti del 2008.

A raccontare i fatti, nel 2006, era stato il pentito Silvano Galati, riferendosi al 2004 e all’interesse di “esponenti della criminalità organizzata di Supersano per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti” speciali provenienti da aziende del settore calzaturiero. “In questo modo sono state riscontrate le parole di Silvano Galati, pertanto i responsabili di alcune aziende sono stati sottoposti a indagini”, disse all’epoca lo stesso Motta, com’è riportato negli atti ufficiali.

Dopo il rilevamento, che ha appurato la presenza di anomalie nel terreno, però, non sembra sia stato fatto mai un carotaggio. E se quelle anomalie fossero davvero rifiuti ancora non è dato sapere.