“Fotovoltaico sporco”, interdette per sei mesi Olza e Tecnolights

La Olza e la Tecnolights, due delle società coinvolte nell'inchiesta sul fotovoltaico sporco tra Soleto e Corigliano, sono state nuovamente interdette per sei mesi dal gip

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SOLETO- Per sei mesi non potranno stipulare contratti con le amministrazioni pubbliche, ricevere finanziamenti o contributi, percepire quelli già concessi. Sono state nuovamente interdette dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cazzella, due delle società coinvolte nell’inchiesta sul “fotovoltaico sporco” tra Soleto e Corigliano.
Si tratta della Olza e della Tecnolights, entrambe di Soleto, che sono state interessate da una prima misura cautelare nel luglio scorso, poi annullata dal Tribunale del riesame. Cosi il pubblico ministero Antonio Negro, che ha scoperchiato la presunta organizzazione criminale che seppelliva rifiuti sotto i parchi fotovoltaici, compiendo una serie di falsi per ottenere illecitamente maggiori incentivi dal Gse, grazie alla complicità di compiacenti impiegati comunali, è tornato a chiedere la misura. E la sua richiesta è stata accolta dal giudice che aveva firmato l’odinanza di custodia cautelare per i 6 indagati.

Solo uno di loro ad oggi è in carcere. Si tratta di Fabio Ancora, 45enne rappresentante legale della Tecno lights, definito dal gip “imprenditore faccendiere” che aveva ottenuto gli arresti cautelari dal Riesame ma, qualche giorno fa, è stato trovato dai carabinieri all’esterno della sua abitazione ed è stato denunciato per evasione e per oltraggio a pubblico ufficiale, a causa dell’atteggiamento assunto nei confronti dei militari.

Alla nuova interdittiva si erano opposti i difensori delle società, gli avvocati Michele Bonsegna e Luigi Corvaglia.