Depuratori, da Roma pioggia di milioni per rimetterli a norma

Molti comuni delle province del Salento sono sprovviste di rete fognaria e, tra l'altro, gli impianti di depurazione sono causa, per la Puglia, di infrazioni europee. Per porre rimedio a tutto ciò arrivano, da Roma, 347 milioni di euro.

depuratore

ROMA- Una pioggia di milioni di euro è in arrivo per uscire dalle infrazioni europee a cui la Puglia va incontro a causa dei depuratori. 347 milioni di euro per l’esattezza. E’ frutto di un accordo tra Regione e Ministero dell’Ambiente siglato a Roma proprio per arginare un problema che da tempo non si riesce a risolvere.

Saranno Acquedotto Pugliese  e Autorità Idrica a mettere a punto il piano industriale. 90 milioni saranno da concentrare sulla rete fognaria, 257, la fetta più grossa, sugli impianti di depurazione.

L’obiettivo è mettere a regime e rendere conformi alle disposizioni europee i sistemi di raccolta e di depruazione delle acque reflue.

I comuni che potranno allacciarsi alla rete fognaria cresceranno del 32%. Il report sulla depurazione visionato dalla giunta il mese scorso, mise in evidenza una situazione estremamente critica.

Solo il 10% degli agglomerati urbani delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto è dotato di una rete fognaria in grado di collettare in maniera efficiente il carico inquinante prodotto. Di più. Allo stato attuale nella provincia di Lecce sono ben 5 – il numero più alto di tutta la Puglia – gli impianti di depurazione che scaricano i reflui nel sottosuolo (Otranto, Specchia, Uggiano, Matino e Parabita) e ulteriori 4 scaricano nel mare. 6 sono invece gli impianti non a norma nel Tarantino e 4 a Brindisi di cui tre scaricano nel sottosuolo (Carovigno, San Michele e San Vito) e uno nel mare. sono andati incontro alla procedura di infrazione della Unione Europea come nel caso di Carovigno, Francavila, Porto Cesareo, Casarano, Taviano e Supersano.

Ora gli interventi programmati sono finalizzati proprio a risolvere queste criticità. 45 progetti hanno già ricevuto il via libera, di cui 34 nel sistema depurativo e 11 sulla rete fognaria. Altri 21 sono in attesa del parare da parte del ministero.

Gli interventi mireranno a potenziare e miglioare gli impianti e il monitoraggio del la tracciabilità delle anomalie dei reflui in ingresso negli impianti, implementare i campionatori fissi in ingresso e in uscita dagli impianti, controlli delle acque e dei laboratori di analisi che dovranno setacciare le acque.

Il ministero vigilerà sul progetto grazie al lavoro di un apposito Nucleo Tecnico costituito da professori universitari di nota fama nel campo della depurazione.