Ulivi contagiati, parla Martelli: “Anche senza sintomi piante da abbattere”

“Non c'è altra strada all'abbattimento degli ulivi, dopo aver provato che sono colpiti dal batterio Xylella fastidiosa”. A sgomberare il campo da equivoci è il prof Martelli, massimo esperto in materia. Domani incontro a Bruxelles

ulivo secolare

LECCE- “Le interpretazioni date alle mie parole relative alla moria degli ulivi sono state gratuite, non corrette”. A parlare è Giovanni Martelli, docente dell’Università di Bari e in prima linea per cercare di porre un argine al “complesso del disseccamento dell’olivo” nel Salento, colui che per la prima volta ha avuto l’intuizione di immaginare la presenza di Xylella fastidiosa, mai riscontrata prima né in Europa né sugli ulivi. Martelli interviene dopo che il Forum Ambiente e Salute, riprendendo un suo intervento, ha dichiarato che “non c’è alcuna emergenza fitosanitaria” e che gli olivi rinsecchiti non vanno abbattuti.

Lui, appartenente tra l’altro all’Accademia dei Georgofili di Firenze, coinvolta sulla questione da Giuseppe Ferro, sgombera il campo da equivoci: “Xylella fastidiosa è certamente una delle concause che provocano la moria degli olivi, assieme, per quanto è stato accertato finora, a un certo tipo di funghi e alla Zeuzera, il rodilegno giallo”. Di più: “Xylella è batterio da quarantena e indipendentemente dal fatto che sia patogeno per olivo o altre colture, la sua presenza comporta l’applicazione di misure di contenimento e/o eradicazione. Interventi che non possono essere elusi perché previsti da una precisa direttiva comunitaria”.

Si potrebbe evitare lo sradimento degli ulivi? “No, non c’è altra strada”, chiosa sicuro Martelli. Nella zona di insediamento, le piante già morte è come se si fossero eradicate da sole. “Nelle zone confinanti, dove potrebbe essere in corso l’infezione- continua Martelli- saranno avviati i controlli per capire se le piante, pur non mostrando i sintomi, siano comunque state infettate. In quel caso, vanno abbattute. La loro presenza costituisce un focolaio e contribuisce alla diffusione della malattia”. Non significa che verranno svelliti tutti gli ulivi da Nardò a Ugento a Supersano.

Significa, invece, che verranno fatte analisi a campione su gruppi di alberi: quelli che nella zona risulteranno “portatori” del batterio andranno sradicati. accertarlo, però, spetterà ai laboratori analisi accreditati, due in tutta la Puglia. In che misura, ovviamente, potranno svilupparsi questi accertamenti e quanto potranno essere puntuali dipenderà dalle risorse in campo. Oltre i 340mila euro previsti dalla Regione, non c’è altro. Ed è quell’altro che si spera di ottenere con la missione delle prossime ore a Bruxelles da parte dell’assessore regioanle all’agricoltura fabrizio nardoni.