Spaccio di droga, 4 anni all’agente penitenziario

Spacciava droga in un'abitazione in costruzione di scorrano. E' stato condannato in abbreviato a 4 anni di reclusione un agente della penitenziaria.

tribunale

SCORRANO- E’ finito nei guai per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e ora si trova lì, esattamente dove lavorava, fino a poche ore prima, ma dall’altra parte della barricata, fra i reclusi che teneva sotto guardia. Mario Giannotta, 42enne di Scorrano, assistente capo della polizia penitenziaria, in servizio presso la casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della compagnia di Maglie.

Giannotta era finito sotto la lente dei militari da quando alcuni residenti di una via di Scorrano avevano notato un insolito viavai in un’abitazione in costruzione. Fatto che avveniva sempre di mattina, e con cadenza pressoché quotidiana. Il soggetto segnalato ai carabinieri, tra l’altro, era sempre lo stesso, e non certo il legittimo proprietario. In alcune occasioni era stato visto passeggiare lungo una stradina di campagna che porta all’interno dell’aia; in altre, come stamattina, scavalcare direttamente il muretto. Era evidente che vi fosse qualcosa di sospetto. E’ così che i militari hanno deciso di appostarsi e vederci più chiaro. E quando questa mattina hanno constatato con i loro occhi l’arrivo di quell’uomo ed il suo ingresso nel rustico (peraltro di un suo conoscente, ignaro di tutto), hanno atteso di vedere come si muovesse all’interno.

I carabinieri hanno quindi colto un movimento ben preciso: l’uomo che spostava un paio di mattonelle e raccoglieva un involucro da terra. A quel punto, i carabinieri del nucleo operativo di Maglie si sono palesati e l’hanno fermato. Giannotta, che non si era accorto di essere osservato, è stato identificato e poi perquisito. Ed è stato trovato in possesso di 12,5 grammi di eroina in un unico pacchetto e 7,5 di cocaina in altri due involucri. Addosso aveva anche una pasticca, sulla quale sono in corso accertamenti. Così come si sta cercando di capire se lo stupefacente fosse destinato a ospiti del carcere, come altre volte scoperto negli anni, o a persone diverse. Tutti aspetti che Giannotta dovrà chiarire davanti all’autorità giudiziaria.