Crolla l’asfalto in pieno centro, un’altra spaventosa voragine a Francavilla

Cede l’asfalto e si apre una voragine lunga oltre dieci metri. Paura all’alba nel centro di Francavilla, a pochi metri da dove morì l’operaio di Aradeo Angelo Reschi, dove il crollo svela la presenza di un pozzo sorgivo. L’Ufficio Tecnico: “Evento imprevedibile”.

voragine francavilla

FRANCAVILLA-  Lunga un metro, larga circa 60 centimetri, profonda 10 metri e forse più. Una voragine spaventosa quella che, alle prime luci dell’alba, ha letteralmente squarciato il manto stradale di via Barabro Forleo, a Francavilla Fontana, a circa 20 metri da dove, lo scorso 29 agosto, perse la vita l’operaio di Aradeo Angelo Reschi, morto in un’altra fossa.

Questa volta, la tragedia è solo sfiorata. Nessun ferito, solo tanta paura e la consapevolezza che la voragine poteva aprirsi in un altro momento. Al passaggio di un’auto o di una bici, magari durante i lavori di rifacimento delle condotte eseguite dalla ditta Fiocca, la stessa per cui lavorava Reschi, sul cantiere fino a pochi giorni fa.

Dopo la scoperta, fatta dai carabinieri della locale compagnia intorno alle 6 di mattina, la zona è stata immediatamente transennata dagli agenti della polizia municipale, sul posto insieme a tecnici e ingegneri. Poi, l’altra rivelazione. Lì, dove da mesi si scava a favore di un impianto fognario a norma, c’è un pozzo sorgivo, risalente forse al 600, le cui volte, evidentemente a lungo sollecitate dal peso dei mezzi e dagli scavi, hanno infine ceduto, risucchiando l’asfalto e tutto ciò che c’era sotto di esso.

Lo spettacolo è stato allucinante. La voragine, ha raggiunto una specie dio vecchia cisterna. Dopo il vuoto, lungo circa 8 metri, l’acqua incanalata in quello che un tempo era un pozzo. Impossibile stabilirne l’esatta profondità. Impossibile, secondo il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune Francesco Bonfrate, accompagnato dal geometra Antonio Pontecorvo, prevedere  quanto è accaduto. Impossibile, a questo punto, pronosticare il futuro di una strada evidentemente a rischio crollo. Riempita la fossa di pietre, per operazioni durate per tutta la mattinata, resta il dubbio che, lì dove il manto stradale sembra cedere per decine di metri, possano esserci altri pozzi, altri rischi. Per chi ci lavora, per chi, su quel tratto che costeggia Castello Imperiali, pieno centro di Francavilla, ogni giorno ci passeggia.

E allora, a costo di entrare nel nutrito gruppo dell’”Io l’avevo detto”, formato da politici ed ex amministratori travestiti da Cassandra, meglio chiudere tutto ed evitare di giocare con l’imprevedibile. Prima che qualcuno, dopo il povero Reschi, possa rimetterci la vita.