Ognissanti e commemorazione defunti: cimitero di Carmiano aperto 60 ore consecutive

Iniziativa inedita e innovativa, a livello nazionale, quella voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giancarlo Mazzotta

Mazzotta Giancarlo (sindaco)

Carmiano – Cimitero di Carmiano aperto 60 ore consecutive in occasione della festività di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Un’iniziativa inedita e innovativa, a livello nazionale, quella voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giancarlo Mazzotta, per meglio onorare una delle principali ricorrenze cristiane e per restituirle un senso profondo e autentico.

I cancelli del campo santo rimarranno aperti dalle 8:00 di venerdì 1° novembre fino alle 20:00 di domenica 3 novembre. La polizia municipale, i “Vigili amici”, e gli uomini della protezione civile sorveglieranno l’area, garantendo la massima sicurezza ai visitatori anche nelle ore notturne. Oltre alla consueta Processione e alle celebrazioni della Santa Messa, sono previsti numerosi momenti di preghiera, a cura delle parrocchie e delle associazioni di Carmiano e Magliano (consultare il programma a margine del comunicato).

“E’ un’iniziativa dall’alto significato umano e spirituale – spiega il primo cittadino, riguardo l’apertura del cimitero per 60 ore di seguito- pensata per condividere dolore e pietà cristiana insieme a chi soffre per la perdita dei propri cari, un atto di solidarietà e quindi un’occasione per riflettere sul senso della vita”.

“Non solo, – prosegue Mazzotta- si tratta anche di un modo per contrastare fenomeni pagani come quello di Halloween, sempre più orientati al consumismo, e riscoprire i veri valori dell’esistenza”.

Riqualificato di recente, il cimitero di via Lecce (raggiungibile anche dall’ingresso secondario, in via Madonna di Magliano) rappresenta per tutti gli abitanti di Carmiano e Magliano il luogo del ricordo e della memoria, un luogo di raccoglimento, come ha voluto sottolineare lo stesso sindaco attraverso la realizzazione di un pozzo simbolico, sulla cui facciata è incisa la seguente epigrafe:

“L’acqua di questa fonte possa irrorare della grazia del Signore i nostri cari, innaffiare di fede il nostro cuore inaridito alimentando amore e fratellanza”.