Tap, i sindaci a Bari. Romano: “Si ascolti Brindisi o si blocchi tutto”

I sindaci incontrano la Regione sulla vicenda del gasdotto della Tap, ma il capogruppo del Pd Romano chiede di bloccare la seduta monotematica finché anche Brindisi non venga ascoltata. Intanto la prossima settimana sarà attivo il sito web per poter dire la propria.

pino Romano

BARI- “Non ci sia nessun Consiglio monotematico finché il territorio brindisino non venga ascoltato, come avvenuto per quello leccese”. Lo scrive in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Onofrio Introna, il capogruppo del Pd alla Regione Pino Romano. E Lo scontro sulla questione dell’approdo del gasdotto della Tap sbarca nei corridoi di Via Capruzzi consumandosi non all’interno dei perimetri politici, ma di quelli territoriali. “Brindisi non è la pattumiera d’Italia – scrive – per questo occorre fermare immediatamente l’informativa che approderà in Consiglio regionale finché anche i rappresentanti del territorio brindisino, non abbiano avuto la possibilità di spiegare  perché è irricevibile la possibilità di dirottare il gasdotto a Brindisi convertendo la centrale di Cerano”. E il presidente Introna replica a stretto giro: “La data del Consiglio con all’ordine del giorno la Tap la deciderà la conferenza dei capigruppo”.

Il malessere è scoppiato dopo che in  Via Capruzzi, governo e presidenza del consiglio hanno ascoltato i sindaci dei comuni interessati all’attuale progetto della Trans Adriatic Pipeline che vorrebbe far approdare il gasdotto nel cuore della costa salentina, sulla litoranea di Melendugno San Foca.

Il senso dell’incontro lo ha spiegato il presidente Introna. “Dobbiamo trovare una soluzione che consenta di raggiungere l’obiettivo massimo. Si alla Tap ma senza arrecare danni all’ambiente e senza chiedere ai cittadini pugliesi oneri e sacrifici inutili”.

Auspica che si trovi una soluzione che consenta alla Puglia di parlare ad una sola voce dinanzi al Ministero, anche il vicepresidente del gruppo Pdl alla Regione, Saverio Congedo: “Il problema – dice – è trovare un punto di incontro tra esigenze di questa opera e quelle territoriali. Non solo dal punto di vista tecnico ambientale ma anche delle potenzialità e delle vocazioni del territorio che per esempio nel caso della marina di Melendugno, ha forte vocazione turistica ed è evidente che un’opera di questo genere è fortemente impattante”.

Ma proprio su questo è stato il delegato dell’Anci Gianni Stefàno a chiedere se davvero sia necessariamente la Puglia l’unica soluzione per far approdare il gasdoto in Italia. La prossima settimana, intanto, parte la consultazione popolare. Prima con il sito web per accreditarsi, poi nella seconda metà di novembre con l’ascolto vero e proprio. A dicembre ultimi dibattiti e sintesi nella Valutazione d’Impatto Ambientale. “Quello che partità tra qualche settimana – ha detto l’assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervin – sarà una forma più regolata di questo confronto, per arrivare al dunque, affrontare insieme i nodi ancora irrisolti e provare a configurare delle soluzioni che possano essere consensualmente condivise da pare di tutti”.

Su questa infrastruttura è prevista un’intesa finale tra Stato e Regione, qualora non ci fosse, lo stato può arrivare ad una decisione diversa da quella ora in campo. I primi cittadini dei comuni interessati hanno esposto ancora una volta la propria posizione. “Non lì. Non nel Salento. Come dimostrano le delibere dei consigli comunali che fioccano di giorno in giorno”.

”La politica  non deve subire le esigenze del mercato e della finanza” ha detto Sergio Basi (PD), mentre Aurelio Gianfreda (DA) ha ricordato che sulla questione TAP ha presentato un ordine del giorno il 26 luglio scorso che non è stato mai esaminato nelle sedute successive.