Le accuse della base: “Parlamentarie del M5S truccate”

Parlamentarie del Movimento 5 Stelle Puglia truccate. In chat privata, i senatori Buccarella, Donno e Lezzi studiavano a tavolino le strategie per farsi cliccare. La base si scalda e c'è chi inizia a pensare di chiederne le dimissioni. Buccarella ribadisce che si tratta di strumentalizzazioni

maurizio buccarella

LECCE- Una strategia studiata a tavolino per indirizzare pacchetti di click in occasione delle parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Alla vigilia della resa dei conti all’interno dei pentastellati, continuano ad uscire e circolare on line particolari e conferme a dei sospetti: ossia che le votazioni per un posto sicuro nel listino bloccato fossero un grande bluff. Protagonisti sono i senatori Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi e Daniela Donno. Ignari di essere in una chat forse troppo comune, commentano le “strategie” da adottare per aggirare l’ostacolo e classificarsi in postazione utile per una nomina certa.

Già all’indomani del voto virtuale, Sonia Rizzello, Tonio Papa e Salvatore Pellegrino,  avevano scritto al leader del Movimento per segnalare l’anomalia. “Una votazione che doveva essere democratica, si legge, ma che così non è stata grazie ad una squallida, illecita e immorale strategia operata da un gruppo di bulli a 5 stelle che hanno orientato il voto perchè a loro dire era necessario arginare l’analoga strategia operata dal gruppo di Bari riferibile al candidato Ciampolillo”.

La denuncia allega la chat privata nella quale il cerchio magico parla senza mezzi termini di come creare cordate per farsi cliccare. Una manovra semplice e ben riuscita, quella di Buccarella, Lezzi e Donno che hanno dimenticato un particolare rilevante: ossia lo spirito del NonStatuto del Movimento che vietava la messa in pratica di tatticismi. Ed è un certo Francioso che in conferma quanto orchestrato: “Senza gli spalatori sareste tutti fottuti, da Bari avrebbero il primo al Senato e anche il secondo e terzo alla Camera, cioè saremmo morti”.

Già. Come si legge nella denuncia di chi sperava nella trasparenza del voto, così si è reso il Movimento 5 Stelle Puglia simile alle organizzazioni partitiche tradizionali e viene rappresentato da persone identiche a quelle che pretendiamo di combattere. L’incontro che da qui a breve si terrà servirà per fare chiarezza su tutto, dai rimborsi truccati alle assunzioni di famiglia fatte da alcuni senatori. E c’è già chi è pronto a chiedere il passo indietro dei senatori che non rispetterebbero la base. 

Di seguito una parte della chat del M5S:

Microsoft Word - RINUNCIA.CANDIDATURA2.doc

Commenti

  1. […] ABBIAMO LA COSCIENZA TRANQUILLA – A Ronzino replica il senatore Maurizio Buccarella: «Io credo che non stiamo diventando un partito. Noi siamo stati sempre assolutamente liberi di prendere ogni iniziativa. Ci sono sensibilità diverse. Il senatore Ciampolillo è mio collega e compagno di banco di Daniela. Io non ho nulla da dire sul senatore Ciampolillo. Se si fa riferimento riferimento a queste vecchie storie delle parlamentarie, su questi accordi forzati di voti o cose definite in una maniera così torbida. Noi abbiamo la coscienza tranquillissima, siamo in attesa di avere non solo gli stralci di questa chat cosiddetta segreta. È stata spedita a staff, attivisti, stampa mesi fa. La mia impressione è che questo gruppo alimenta fango, è chiaro che la stampa ci sguazza. Chiunque ha potuto leggere, ma la prova tecnica che un voto dato alla Parlamentarie sia stato comprato, venduto, scambiato non ci può mai essere perché così non è mai stato». Ci sono due “anime” del MoVimento 5 Stelle in Puglia, perlomeno c’erano. Una era quella che ha appoggiato Zero Privilegi Puglia, 10 mila firme contro la casta regionale, l’altra formata dai gruppi di Taranto e Bari che per una serie di “motivi”, come ha spiegato Buccarella all’incontro, hanno preferito non aderire. «Facciamo un documento – spiega il senatore – che possa sgomberare ogni ombra». L’intero incontro del primo novembre è disponibile qui. Le ombre invece sono tutte in rete, in un dossier che riporterebbe uno scambio di chat tra alcuni attivisti ed alcuni neoeletti in Puglia. Compilato, a quanto pare, per denunciare una situazione “poco pulita”, indicando a suon di post “orientamenti” di voto tramite incontri non proprio allargati a tutti. La notizia era già trapelata on line dal sito di news locali Trnews. […]