Riadozione PPTR, Perrone: “Barbanente mantenga le promesse fatte”

Paolo Perrone, dopo lo slittamento della riadozione del piano paesaggistico, chiede che Angela Barbanente di rispettare gli impegni presi. Gli ingegneri esprimono dubbi e c'è chi chiede che il piano venga adottato dal Consiglio Regionale e non dalla giunta.

paolo perrone

LECCE- Il Piano Paesaggistico sarà riadottato dalla giunta regionale: l’annuncio c’è, ma manca la data. Questi continui slittamenti hanno fatto spazientire Paolo Perrone, che in un comunicato ufficiale ricorda il passo indietro fatto dall’assessore all’Urbanistica, “in un primo momento arroccata sulle sue posizioni” e oggi aperta alle modifiche.

“Aspettiamo che l’assessore Barbanente mantenga le promesse fatte”, annuncia Paolo Perrone. “La vicepresidente è pronta a presentare alla giunta una delibera di riadozione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale adottato il 2 agosto 2013. Questa nuova posizione conferma il fatto che i nostri dubbi avevano ragione di essere e la Giunta Regionale- continua il primo cittadino – infatti, dovrà riadattare il Piano sulla base di una revisione degli articoli 104, 105, 106 e 107. Ad essere assolutamente inadeguate, a nostro avviso, alcune misure di salvaguardia ritenute eccessivamente restrittive. Le richieste degli ultimi mesi, infatti, hanno riguardato la sospensione o la modifica di queste norme, per consentire ai comuni di portare avanti la loro attività pianificatoria ed evitare contenziosi che avrebbero finito  per paralizzare l’economia dei territori”.

Insomma, l’amministrazione comunale leccese chiede un’accelerazione e anche ulteriori chiarimenti sulla parte che riguarda i territori costruiti. Mentre in Commissione continuano i lavori, non si sa ancora quali saranno le mosse della giunta Vendola. Intanto, continuano gli incontri e i dibattiti con tutti gli operatori del settore.

Anche gli ingegneri tornano a riunirsi per esaminare le criticità del piano paesaggistico regionale, studiando tutti i problemi emersi negli uffici comunali dei singoli comuni. C’è anche chi, come l’avvocato Pietro Quinto, ritiene che il piano debba essere approvato in Consiglio regionale e non in giunta. Un appello che piace anche ad alcuni consiglieri regionali, ma che è destinato a cadere nel vuoto: passerebbe troppo tempo e indietro non si torna.