Aggredito sotto casa il direttore sanitario dell’Asl di Brindisi

Lo aspettavano al rientro da Brindisi poi, nei pressi della sua abitazione a Lecce, lo hanno avvicinato e picchiato. Pestato a sangue il direttore amministrativo della Asl di Brindisi Stefano Rossi.

stefano rossi aggredito (tagliate ma loglie)

LECCE- Pestato a sangue, a pochi metri dall’ingresso di casa, da un trio di uomini che, presumibilmente, lo aspettavano al rientro. La vittima è Stefano Rossi, direttore amministrativo della Asl di Brindisi ma residente a Lecce, aggredito e picchiato in via Gramsci, nella serata di mercoledì.
I fatti intorno alle 20, quando Rossi, rincasato a casa, dopo aver parcheggiato la sua auto in garage, guadagnava l’uscita dal box. Poi, una volta arrivato in strada è stato avvicinato da tre uomini, solo due sembrerebbe a volto coperto, che prima lo hanno bloccato e quindi, a mani nude e a suon di calci e pugni, lo hanno letteralmente pestato, prima di lasciarlo a terra in una pozza di sangue.

Rossi, in passato in forza presso la Asl di Lecce, ha chiesto aiuto e poi, una volta soccorso da alcuni passanti, è stato trasportato da un’ambulanza presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Lì è stato medicato dalle ferite al volto, guaribili, secondo i medici del nosocomio leccese, in 10 giorni. Ma a prescindere dalle ferite, resta la gravità dell’episodio. Dopo aver sporto denuncia, il direttore è stato ascoltato dai carabinieri del comando provinciale di Lecce. A loro,avrebbe già raccontato di non conoscere i suoi aggressori.

Ora, i militari, coordinati dal colonnello Saverio Lombardi, sono già al lavoro per rilire all’identità dei tre misteriosi uomini: ad aiutare i militari, potrebbero essere le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza installate in zona e nei pressi del garage.
Lo scorso 29 gennaio, l’auto di Rossi, parcheggiata su via Napoli, proprio nei pressi della sede amministrativa della Asl di Brindisi, fu danneggiata da alcune fiamme sprigionate nel pomeriggio, intorno alle 18. All’epoca, i vigili del fuoco non trovarono alcun elemento che potesse far pensare ad un incendio, quanto, piuttosto, ad un corto circuito. Ora, però, quel episodio, archiviato come accidentale, potrebbe essere visto ed esaminato sotto un’ottica ben diversa.