Pd, cambiano le regole in corsa. Maniglio: “Non mi interesserò del congresso locale”

Maniglio conferma le indiscrezioni trapelate in questi giorni: non si interesserà del congresso provinciale. Intanto, cambiano le regole in corsa: per vincere non occorrono semplicemente più tessere, ma più delegati. La Commissione nazionale invierà un osservatore

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LECCE- Resterà alla finestra ad aspettare. Antonio Maniglio esprime tutta la sua amarezza per le vicende provinciali del Pd: non c’è alcuna svolta, lo si intuisce dalla vicenda delle tessere, dalle beghe, fino ai nomi in campo. Il vicepresidente del consiglio Regionale della Regione Puglia dice chiaramente di volersi interessare solo al congresso nazionale: punta su Renzi, perché per lui quella è l’unica vera possibilità di cambiamento.
Avrebbe voluto evitare di parlare del Pd locale, ma alla fine non ha resistito: Maniglio ammette, ai microfoni di Telerama, che non è interessato alla candidatura di Edoardo Santoro. E’ la conferma delle indiscrezioni che in questi giorni si sono susseguite. Tutto sarebbe nato dalla vicenda Paticchio: la base renziana avrebbe bocciato la candidatura del giovane democratico e poi sarebbe spuntata quella del sindaco di Cursi, uomo molto vicino a Rotundo.

Intanto, nel Salento saltano altri due congressi per il mancato adeguamento ai criteri stabiliti nei tempi previsti, ma tutto tornerà presto alla normalità. La Commissione nazionale di garanzia, presieduta dall’onorevole Verducci, invierà un osservatore in Puglia, anche con lo scopo di tenere sotto controllo la situazione leccese, dove sono state registrate le anomale distribuzioni di tessere. Un’altra novità, introdotta dopo una riunione romana, è il cambiamento in corsa delle regole: non si vincerà più sulla base delle tessere, ma sul consenso dei delegati.

In realtà, si tratta di un adeguamento al resto delle province italiane. In altre parole, per vincere al primo turno fino a ieri bastava il 50 per cento più una tessera; oggi, per evitare i falsi tesserati, è necessario che il vincitore al primo turno ottenga il voto del della metà più uno dei delegati. Ogni comune, però, invierà un numero di delegati che viene stabilito dal numero delle tessere sottoscritte. Insomma, le tessere conteranno sempre, ma la situazione sarà sotto controllo. Per Alfonso Rampino e per la presidente Giammarruto si tratta di una piccola vittoria personale, “perché l’intervento della Commissione nazionale, dopo le anomalie denunciate, garantirà maggiore trasparenza”.