Operazione “El Chico”: 14 arresti per traffico di droga

14 in manette tra Taranto, Brindisi, Napoli e Milano per traffico e spaccio di droga. Con il blitz "El chico" la finanza ferma le nuove trattative per l'arrivo di carichi di crack.

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TARANTO- 14 arresti per droga con l’ operazione “El chico”, chiusa dalla Guardia di Finanza. 14 ordini di custodia cautelare per traffico di droga di cui 10 sono in carcere e 4 ai domiciliari . 7 le persone arrestate a Taranto, 4 a Napoli, 2 a Milano ed una in provincia di Brindisi. In azione gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria al comando di Giuseppe Micelli.

Sono scattate a luglio 2010 le indagini che hanno permesso di sgominare il sodalizio criminale. I primi a finire nel mirino delle fiamme gialle 4 fornitori napoletani, in particolare Antonio e Gennaro Silvestro di 24 e 48 anni,  affiliati al clan campano “Di Lauro”. L’ attenzione poi si è spostata su altri 2 fornitori: Francesco Pagliuchi, 44enne  residente a Milano  ed il napoletano 32enne Luciano Fiore. Anche quest’ultimo giunto nel capoluogo lombardo per sfuggire, secondo le indagini della finanza, alla malavita tarantina. C’è anche un brindisino tra gli arrestati: Cosimo Malerba, 53 anni. A lui erano affidate l’ attività di spaccio sul mercato brindisino e la vendita ad alcuni compratori di Taranto .

I fornitori erano in contatto, in particolare, con 2 tarantini, Antonio Cicolella e Piera de Padova, i coniugi già arrestati nell’ambito della precedente operazione della finanza “UNDERTAKER”. Indagini durate circa 3 anni e chiuse col blitz “El chico”. Non solo i 14 arresti, ma nel corso delle investigazioni sono stati sequestrati oltre 5 chili di droga, tra hashish, cocaina e marijuana. Sono stati inoltre individuati diversi corrieri che lavoravano sulla tratta Napoli – Taranto,  scortando il carico di stupefacenti, e agevolando l’attività  utilizzando perfino una seconda auto che fungeva da staffetta, a metà strada.

Un blitz importante – hanno spiegato i finanzieri –  anche perchè ha stoppato in  tempo le nuove trattative del sodalizio. Dalle indagini è infatti emerso come il gruppo di malavitosi tarantini fosse già in trattativa per l’acquisto e, la successiva immissione nel mercato locale, di grossi quantitativi  di “Crack”.