Spari contro il bar del fratello del pentito. Secondo avvertimento in due giorni

Ancora un avvertimento per la famiglia del pentito brindisino Giuseppe Passaseo. Nella notte esplosi due colpi di fucile contro il bar del fratello Vito. Due giorni fa, era stata incendiata l’auto della sorella Vincenza.

sparo

BRINDISI – Solo due giorni fa, il primo avvertimento, con le fiamme di origine dolosa che avevano distrutto il suv della sorella di Giuseppe Passaseo, collaboratore di giustizia brindisino. La notte scorsa, invece, gli attentatori hanno puntato il bar Cafè Monik del quartiere Sant’Angelo, nel capoluogo, di proprietà dell’altro fratello di Passaseo, Vito. 

Sono due i colpi di fucile esplosi che hanno raggiunto la saracinesca dell’attività, a quell’ora chiusa. Sul posto, dalle prime ore del mattino, i carabinieri del comando provinciale di Brindisi allertati dal proprietario che, una volta arrivato davanti al bar per l’apertura, ha notato i fori ben visibili sull’ingresso.

Nessun dubbio che, a questo punto, si voglia punire proprio la famiglia del pentito, già nell’occhio della malavita quando, a 24 ore dagli arresti dell’operazione Last Minute, nel dicembre 2010, ignoti esplosero due colpi di fucile calibro 12 sempre contro la saracinesca del Cafè Monik.

Poi, due giorni fa, l’incendio della Kyron Sangyong di Vincenza Passaseo, sorella del collaboratore di giustizia, prima spostata e poi data alle fiamme.

A questo punto, il ragionevole dubbio è che i due episodi siano collegati proprio alla figura di Passaseo, con un passato nella frangia mesagnese della Scu, quella che faceva campo al boss Francesco Campana. Il ruolo di Passaseo si è rivelato fondamentale per indirizzare gli inquirenti sulle giuste piste, proprio come Ercoele Penna e gli altri ex sodali che hanno deciso di collaborare con la giustizia.