Capobianco, ancora un sequestrato per il presunto boss

Un altro sequestro preventivo per il presunto boss della Scu Francavillese Giancarlo Capobianco. Questa mattina sgomberata un' abitazione e un box di proprietà dello Iacp , occupata abusivamente da oltre 15 anni.

appartamento capobianco

FRANCAVILLA FONTANA- Ancora guai per Giancarlo Capobianco, presunto boss della Scu, detenuto nel carcere di Lecce e condannato in primo grado per reati associativi colpito, nella mattinata di oggi, da un nuovo provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Brindisi e operato dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia della Città degli Imperiali. I sigilli, dopo il maxi sequestro della scorsa settimana, sono stati apposti ad un appartamento sito al terzo piano di una palazzina con box annesso di proprietà dello Iacp.

La casa popolare, sita nella zona 167 di Francavilla, risulterebbe essere abitata da Capobianco e famiglia dal 1988, per quanto nessuno dei componenti risulti, paradossalmente, inserito nella graduatoria apposita che regola l’assegnazione degli appartamenti dell’istituto case popolari.

Eppure, è lì che Capobainco e famiglia hanno vissuto per 15 anni. Ed è lì che la moglie di zio Carlone si trovava in mattinata, all’arrivo dei militari. Tra l’altro, anche il nome sul campanello combacia con quello marchiato sul provvedimento di sequestro. I locali sono quindi stati sgomberati, e i famigliari di Capobianco hanno portato via i beni deperibili.

Si tratta dell’ultima batosta piombata sulla testa del presunto boss che, in attesa dell’appello fissato per il prossimo mese, nelle ultime settimane si è ritrovato al centro di 3 diversi provvedimenti.

Il primo, lo scorso 5 ottobre quando “Zio Carlone”, incastrato prima che dai raffronti effettuati dai carabinieri e dalla DDA di Lecce dalle dichiarazioni dei pentiti, fu arrestato insieme ad altri 4 con l’accusa di di acquisto, detenzione e porto d’armi da guerra per conto della Scu. Armi comprato, secondo l’accusa, proprio da Capobainco nel settembre del 2010. Poi, la scorsa settimana, il sequestro di appartamenti, ville, terreni e automobili intestati a prestanome ma riconducibili, secondo la Dia, proprio all’imprenditore. Ora, il sequestro e lo sgombero di una casa popolare. ultimo baluardo per una intera famiglia completamente spogliata delle sue proprietà.