La linea Fitto avanza anche a Roma. Nuova direzione a Maglie

Mentre la guerra tra lealisti e governativi va avanti senza tregua, anche sui giornali, a Maglie la base del Pdl-Forza Italia si ritrova nuovamente per ribadire il suo appoggio alla linea Fitto.

Raffaele Fitto

MAGLIE- Da Maglie, ancora una volta, parte l’incoraggiamento della base a Raffaele Fitto. La direzione provinciale Pdl-Forza Italia, aperta ai simpatizzanti, si è riunita nuovamente per rilanciare gli stessi concetti espressi a Lecce: si azzerino le cariche e si facciano i congressi a tutti i livelli. L’appello è sempre lo stesso: seguire la linea pugliese, che attraverso il voto dei tesserati è riuscita a legittimare i propri leader.

Ma non basta: l’idea, che da qualche anno è in campo, è quella di selezionare i propri candidati con le primarie, proprio come è successo nel Salento. La base vuol lanciare un nuovo segnale a Roma: la linea Fitto, per i militanti salentini, sarebbe l’unica strada per la salvezza e il rinnovamento del partito. Intanto, a Roma, le vicende sono in rapida evoluzione: Berlusconi potrebbe provocare la crisi di governo non appena il Senato voterà la decadenza. I governativi provano a mostrare i muscoli: in 24 escono allo scoperto per dire “basta alle critiche distruttive al governo”(anche se si è già aperto un giallo sulle firme: qualcuno le rinnega).

Ma sono accerchiati dai lealisti, che in queste ore si contano e sanno di essere la maggioranza. Il Pdl è a un passo dalla scissione: gli alfaniani valutano l’ipotesi di una formazione centrista con Casini e Mauro. Fitto, dagli studi Rai, ripete che non c’è voglia di spaccare il partito, ma di riunirsi attorno al leader Berlusconi, di lasciare tutte le cariche nelle sue mani. In queste ore, l’ex ministro incontra i lealisti e prepara la controffensiva al documento dei 24 senatori filogovernativi. Il partito è spaccato di fatto.

Giovanardi, su La7, ribadisce la linea degli scissionisti: “Io voglio rimanere nel Pdl: chi vuole fare Forza Italia resti pure. Non si sfascia un partito da un giorno all’altro”. Insomma, la vicenda potrebbe evolversi con i dissidenti che si tengono il Pdl.

Ad Alfano viene chiesto un intervento incisivo sul governo da cui scaturisca una norma di interpretazione che indichi come non retroattiva la legge Severino, salvando così Berlusconi. Il segretario del Pdl ha tutto l’interesse a non staccarsi da Berlusconi, per ora: nelle elezioni europee potrebbe fare la fine di Giangranco Fini. Secondo alcune indiscrezioni, il Cavaliere starebbe aspettando il momento giusto per poi dare  il via libera a Fitto e ai lealisti per buttare giù il governo. Berlusconi considera l’ex ministro di Maglie un uomo fidatissimo e avrebbe già dato alcuni imput ai suoi: la vittoria della linea Fitto potrebbe essere molto vicina.