Violentata con droga dello stupro? Troppe contraddizioni nel ricordo della 20enne

Non convince il racconto della 20enne tarantina che sarebbe stata violentata da coetanei a ferragosto sulla spiaggia di S. Cataldo. Interrogata dal pm, sarebbe incappata in troppe contraddizioni. Sarà chiesta l'archiviazione del caso.

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TARANTO- Tante contraddizioni. Troppe. Al punto che, con ogni probabilità, la Procura chiederà l’archiviazione del fascicolo d’indagine. Eppure la sua denuncia aveva scosso l’opinione pubblica, e reso necessario pure un vertice in prefettura.

Lei, la ventenne di Taranto che aveva denunciato di essere stata violentata nel corso di una festa di Ferragosto a San Cataldo, dopo aver bevuto dell’acqua da una bottiglietta che, probabilmente, conteneva la droga dello stupro, di ciò che è accaduto tra il 14 agosto, quando è uscita da casa e il 16 mattina, quando ha contattato i suoi genitori, ricorda ben poco. E ciò che ricorda è in pieno contrasto con gli esiti delle indagini condotte fino ad ora.

Nelle scorse ore la presunta vittima è stata ascoltata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, in presenza degli ufficiali di pg della Polizia di Stato. Nell’ufficio del pm si è fatta accompagnare dal suo avvocato, forse per paura di finire lei stessa nel registro degli indagati.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a San Cataldo sarebbe arrivata con un gruppo di amici, uno dei quali conosciuto nel corso di un’altra festa, solo 15 giorni prima di Ferragosto. Gli altri mai visti prima di quel momento. Tutti conosciuti su Facebook. Un social network su cui è cronaca oramai che, sempre più spesso, soprattutto i più giovani facciano incontri sbagliati.

Da Taranto, la studentessa sarebbe arrivata in treno a gioia del colle, dove, avrebbe raggiunto la compagnia che l’avrebbe condotta nella marina leccese. Ma lei, a gioia del colle, non ricorda di essersi mai recata. Come non ricorda nulla di tutto il resto che è accaduto. Gli sms rinvenuti dai poliziotti che non sa neppure di averli inviati. Così come non ricorda di aver scattato le fotografie, anch’esse trovate dagli investigatori su fb, e che evidenzierebbero uno stato di “stordimento generalizzato” dei ragazzi presenti al party, che renderebbe tra l’altro difficile la prosecuzione degli accertamenti.

Ora il magistrato deciderà come procedere. Ma è plausibile che, a questo punto,  che decida di interrompere lo svolgimento delle indagini.