Scuolabus, il Comune presenta il conto alle famiglie

Nuova tassa per le famiglie che vivono nelle campagne di Francavilla. Il Comune vara infatti un ticket anche per il servizio di trasporto. Ed è polemica

Scuolabus

FRANCAVILLA- Il trasporto degli studenti che vivono fuori dal centro abitato? A pagamento, perché c’è la crisi e il servizio costa troppo. Dopo l’aumento delle rette, i costi dei ticket per la mensa e qualche asilo a rischio chiusura, l’amministrazione di Francavilla Fontana continua nella sua personale “innovazione” sul tema “scuola”.

È quasi tutto pronto, infatti, per l’attuazione di un nuovo regolamento che, in barba alle polemiche delle scorse settimane, farà sicuramente arrabbiare non solo le famiglie, ma anche quella parte di politica e sindacati già da tempo sul piede di guerra. La notizia è stata postata dal coraggioso sito istituzionale dell’Ente che, in prima pagina, riporta da giovedì pomeriggio un comunicato stampa che lascia poco spazio alle interpretazioni.

“Nell’ambito della revisione della organizzazione ed erogazione dei servizi a domanda individuale, connessa anche a stringenti esigenze di contenimento della spesa pubblica, l’Amministrazione Comunale – si legge nella comunicazione – ha avviato l’adozione del Regolamento di gestione del Servizio di Trasporto scolastico per gli alunni iscritti alle scuole dell’obbligo primarie e secondarie di primo grado, residenti nelle contrade ricadenti in questo Comune”.

Per essere precisi, “il Regolamento prevederà, tra l’altro, l’istituzione di una tariffa minima per l’utilizzo del servizio per la necessità della copertura sia pure parziale dei costi del servizio nonché per il necessario concorso per i costi di gestione straordinaria del personale all’uopo necessario”.

Insomma, da qualche parte, i soldi per mettere a posto auto e pullman dovevano pur essere presi. E qualcuno non ha avuto dubbi da dove prelevarli: dalle famiglie. Tuona l’ex assessore Antonio Andrisano, già critico sull’aumento dei ticket per la mensa: “Attribuire le proprie scelte alla crisi e tentare di giustificare e motivare quelle stesse scelte con la necessità di recuperare risorse e far quadrar i bilanci è un’operazione infelice che appare incomprensibile ed ingiustificabile”.