Assegnatari morosi, il Sunia chiama in causa lo Iacp

Sospensione dell'acqua agli inquilini morosi: il Sunìa chiama in causa lo Iacp e la legge regionale che ne regola il pagamento. Se ne è discusso nel corso di un'assemblea organizzata dal sindacato inquilini e assegnatari

senz'acqua

LECCE- Mandare le autobotti per l’erogazione dell’acqua, come ha fatto nelle scorse ore il Comune di Lecce, per agevolare gli inquilini degli alloggi popolari a cui il servizio è stato sospeso per morosità, non basta. La questione va risolta a monte, quindi, andrebbe azzerato il debito di 7 milioni di euro con AQP.

Da un lato ci sono gli inquilini degli alloggi popolari, dall’altro c’è l’ente proprietario dell’immobile che, a detta del SUNIA, il sindacato di inquilini e assegnatari, avrebbe assunto un comportamento irragionevole.

L’avv. Carlo Mignone, in rappresentanza del Sunia stesso, su questo punto è molto chiaro. “L’articolo 38 della Legge Regionale prevede che le morosità dell’utente siano pagate dal soggetto o dall’ente proprietario dell’immobile”.

E punta il dito contro lo IACP che, a suo dire, per mesi avrebbe temporeggiato.

Una cosa è certa: gli inquilini sono esasperati e sono pronti a chiedere anche un risarcimento danni allo stesso Ente, così come emerso dall’assemblea che si è riunita sabato pomeriggio.

All’incontro erano presenti, fra gli altri, l’assessore alle politiche abitative, Attilio Monosi, e l’on. Roberto Marti.

Il SUNIA si sta muovendo perchè sia trovata quanto prima una soluzione e chiede che ci sia trasparenza nelle decisioni: se IACP non può pagare,  almeno ne chiarisca le ragioni.