Rave letali, Dalila e gli altri

La morte della ragazza di Cerfignano a causa -con ogni probabilità- dell'assunzione di sostanze stupefacenti durante un rave: dal 118 confermano che è un fenomeno in crescita.

rave-party

LECCE-  Anfetamine e altre sostanze psicotrope non hanno solo un effetto allucinogeno, ma agiscono pesantemente -oltre che sul cervello- sul cuore e sul sistema circolatorio. Sono effetti che spesso non si conoscono ma che, altrettanto spesso, oltre a causare seri danni, sono mortali.
Gli occhi di Dalila, che si è spenta a 22 anni dopo aver lottato per giorni in un letto del reparto di rianimazione dell’ospedale di Lecce, fanno pensare alla sofferenza inconsolabile della famiglia e al fatto che forse qualcuno non ha chiamato i soccorsi in tempo.

Le indagini della Squadra Mobile vanno avanti per chiarire con precisione cosa sia successo la notte tra sabato e domenica. Solo al mattino è arrivata la chiamata al 118. Durante le ultime battute di un rave, alle porte della marina leccese di Torre Chianca, qualcuno si è preoccupato di quella ragazza, abbandonata per terra, priva di coscienza. L’ambulanza e la volante della Polizia si sono fatte strada tra il fuggi-fuggi generale e poi la corsa in ospedale. Ma la ragazza di Cerfignano era gravissima e, dopo quattro giorni, si è spenta.

Nel fascicolo contro ignoti, intanto, le accuse sono di cessione di sostanze stupefacenti e di morte come conseguenza della cessione. Si risalirà a chi ha telefonato al 118, per capire se chi ha chiamato possa fornire elementi in più. Il 118 viene intasato di telefonate in occasione dei rave ma non solo: soprattutto nel periodo estivo, quando si moltiplicano gli eventi musicali e le feste in generale, al pronto soccorso arrivano decine di giovani. I minorenni soprattutto per abuso di alcool.