Offese su Facebook agli ex parlamentari, a giudizio il segretario del Mab

Lo scorso marzo accusò gli ex parlamentari di “amicizie” con la mafia. Dopo 7 mesi il segretario del Mab di Francavilla viene citato a giudizio. A querelarlo furono Curto e Vitali

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BRINDISI- Le accuse erano state davvero pesanti. Lanciate nei confronti di chi avrebbe avuto contatti con sodali della Sacra Corona Unita, “amici” pronti a votare al momento delle elezioni. Denuncia via Facebook lanciata, lo scorso marzo, dal segretario cittadino del Mab Antonio De Franco, capace di mandare su tutte le furie due pezzi da novanta della politica di Francavilla Fontana come Uccio Curto e Gino Vitali, ex amici che poi si sono ritrovati fianco a fianco in quella che preannuncia di essere una battaglia giudiziaria piuttosto accesa.
Gli ex parlamentari, chiamati in causa da De Franco, risposero infatti a suon di querele che, a distanza di qualche mese, hanno prodotto una citazione diretta a giudizio per il sindacalista.

Il reato contestato a De Franco, è quello di diffamazione aggravata dal mezzo utilizzato. Secondo il pm, e per l’occasione si è scomodato addirittura il procuratore aggiunto di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, il reato, così come previsto dall’art. 595 del codice penale, si sarebbe consumato “mezzo stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità”.

In questo caso, proprio Facebook, il social network più amato dagli italiani che è stato, così, comparato ad una pubblicazione editoriale. Mentre il sindacalista, di fatto, ad un giornalista. Di quelli anche troppo diretti. Il post incriminato comparve in una discussione nata sulla bacheca del gruppo “Francavilla Fontana vista da me” in cui, dibattendo sulle presunte problematiche legate alla dirigenza del Pd, il segretario del Mab affrontò a modo suo il problema della criminalità sul territorio e su presunte infiltrazioni mafiose a Francavilla.

“Uno che ha avuto il figlio, il padre, il fratello ammazzato dai criminali – scrisse De Franco – non possono proprio infischiarsene poiché provano sulla propria carne le conseguenze della infiltrazione mafiosa della città di Francavilla Fontana avvenuta proprio mentre personaggi come Vitali e Curto erano all’apice del loro potere. Quelle persone colpite da lutti, estorsioni, violenze, sanno benissimo che Vitali, Curto ed altri capetti, erano amici dei criminali. Per chi votava la frangia francavillese della Scu? Per me?!”

Parole, scritte, pesanti come macigni e, secondo i diretti interessati, assolutamente diffamatorie. Sia Curto, difeso dall’avvocato Domenico Attanasi, che Vitali, legale di fiducia Roberto Palmisano, sporsero querela, con accusa accolta da Ghizzardi che, nel decreto di citazione, ritiene l’imputato responsabile di aver offeso “l’onore, il decoro e la reputazione” dei due politici. A decidere, sarà il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, con prima udienza fissata per il 3 marzo del prossimo anno. Nel frattempo, valga per tutti, occhio a cosa scrivete su Facebook!