Interrogatori “Perseo”, gli arrestati fanno scena muta. Anche Vadacca non parla

Terminati gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'operazione Perseo, con cui i carabinieri hanno sgominato un'associazione dedita allo spaccio. Tutti gli arrestati sono rimasti in silenzio davanti al gip. Scena muta anche per Vadacca interrogato per rogatoria

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LECCE- Tutti zitti davanti al giudice delle indagini preliminari Antonia Martalò. Sono terminati nelle scorse ore gli interrogatori di garanzia degli arrestati nel corso dell’operazione Perseo condotta dai carabinieri di Campi Salentina che hanno sgominato una presunta organizzazione dedita al traffico di stupefacenti “porta a porta”, nella zona di Salice Salentino e dintorni.
A capo dell’organizzazione, il giovane Giovambattista Nobile, 28 anni, di Salice. Il suo nome venne fuori nel maggio del 2011 quando i Carabinieri arrestarono Tiziana Leone, casalinga incensurata (anche lei di Salice) per possesso di 250 grammi di cocaina. La donna, interrogata, disse agli inquirenti di essere solo la custode della sostanza stupefacente e che il vero proprietario era, appunto, Nobile. Fu allora che partirono le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paola Guglielmi. Serrate, scrupolose, fatte di intercettazioni telefoniche ed ambientali (queste ultime anche registrate in carcere).

La droga, proveniente dall’Albania, dalla Calabria, ma anche da Torchiarolo, comune al confine con il brindisino, era indirizzata a donne e uomini di estrazione sociale diversa e che, come i venditori, erano facilmente “intercambiali”: quando la richiesta cresceva, la droga veniva comprata e subito rivenduta dagli stessi acquirenti.

Degli undici arrestati, l’unico a parlare è stato Antonio Mogavero, di 28 anni, di Salice, assistito dall’avvocato Oronzo Valentino Maggiulli. L’indagato ha respinto le accuse di associazione. Lui non avrebbe avuto a che fare con nessun componente del gruppo, tant’è che è stato intercettato solo al telefono con il cognato. Ha però ammesso la detenzione di stupefacenti, per cui aveva già patteggiato una condanna a 4 anni di reclusione.

Agli 11 si aggiunge Tonio Maggiulli, accusato di aver gestito la riscossione dei proventi, che è ancora ricercato.

Nelle ultime ore Davide Vadacca, 31enne leccese, è stato interrogato per rogatoria dal carcere di Secondigliano dove era detenuto, resta in silenzio davanti al gip. Vadacca è l’ultimo dei 4 arrestati nel corso dell’operazione reset, scattata su ordinanza del giudice Alcide Maritati.

Vadacca,gambizzato il 30 ottobre dello scorso anno alla esso, è stato arrestato a Pompei dove si era trasferito da qualche tempo. Accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso , è ritenuto dagli inquirenti l’erede di Roberto Nisi.