Operazione Reset, Bellanova: “Ero in carcere quando hanno sparato a Greco”

Spari e vendette in città: dopo i quattro arresti dell'operazione "Reset",gli interrogatori. Parla Bellanova, ferito qualche giorno fa: "Non c'entro con l'agguato a Gioele Greco, ero in carcere quando gli hanno sparato".

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LECCE– “Io quando hanno sparato a Gioele Greco ero in carcere”. Lo ha dichiarato davanti al gip Alcide Maritati, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Alessio Bellanova, 28enne, leccese, originario di Campi Salentina, uno dei quattro arrestati nelle scorse ore dalla Squadra Mobile nel corso dell’operazione “Reset”.
Per i fatti di droga che gli vengono contestati, invece, ha confermato la versione dei fatti già resa quando fu arrestato. Hanno preferito restare in silenzio, invece, Salvatore Notarnicola, 32enne di Torchiarolo, e Luca D’Attis, 34enne di Lecce . Davide Vadacca, leccese 31enne, infine, sarà interrogato nelle prossime ore per rogatoria, dal carcere di Secondigliano dov’è detenuto.

Le indagini sui 4 erano già avviate da tempo, ma gli episodi degli ultimi giorni hanno impresso una svolta decisiva. Con gli spari , i colpi di pistola in via adriatica, al bar bellini e infine contro il negozio di cinesi in via del mare, anche se in questo caso si tratta probabilmente di un errore, l’allarme era cresciuto. Una risposta immediata anche alla richiesta di sicurezza anche dopo il vertice delle scorse ore in questura.

Secondo gli investigatori, nel sodalizio criminale, Vadacca avrebbe assunto le funzioni di “coordinatore” del territorio, operando principalmente nei territori di Lecce e dei paesi limitrofi, nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, del mantenimento dei detenuti e dei latitanti, tenendo sempre stretti collegamenti con Nisi, durante la latitanza di quest’ultimo nella Capitale.