Sequestro milionario, la Dia sigilla i beni di “Zio Carlone”

Sequestro milionario quello eseguito questa mattina dalla DIA di Lecce dei beni del presunto boss della sacra corona unita Giancarlo Capobianco. Tra Oria e Francavilla, sigilli posti a villette, terreni e auto per un valore di un milione e 200mila euro.

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MESAGNE- Villette, terreni, appartamenti ed auto, per un valore di oltre un milione di euro. Tutto finito sotto sequestro, tutto riconducibile, secondo la sezione antimafia della procura di Lecce coordinata dal procuratore capo Cataldo Motta, al patrimonio di Giancarlo Capobianco, presunto boss e referente della frangia francavillese della Sacra corona unita.

“Zio Carlone”, 50enne imprenditore della Città degli Imperiali, già in carcere, già condannato in primo grado per reati associativi e, 10 giorni fa, destinatario di una custodia cautelare a margine dell’operazione “Scacco agli Imperiali” per acquisto di armi da guerra, torna al centro delle indagini finalizzate a ricostruire il suo patrimonio disseminato, secondo l’accusa, tra Oria e Francavilla. Mobili e immobili, beni intestati o a famigliari dell’imprenditore o a soggetti che gli investigatori ritengono dei “Prestanome”.

Il provvedimento di sequestro anticipato è stato emesso proprio a conclusione di articolate indagini patrimoniali svolte dalla Sezione Operativa di Lecce, che hanno consentito di accertare una sproporzione di 800.000,00 euro tra i redditi dichiarati da CAPOBIANCO e dai suoi familiari.

Nello specifico, i sigilli sono stati apposti ad un terreno in agro di Oria intestato al 50enne e alla moglie, ad un altro terreno, sempre ad Oria, intestato ad un fratello di Capobianco e ad un ex socio di alcune imprese di costruizioni sempre riconducibili a zio Carlone. A loro è intestato anche un suolo edificabile di 800 metri nella zona Pip di Francavilla. Alla figlia di Zio Carlone, invece, sono intestati due appartamenti, ancora nella Città degli Imperiali, in via Pio la Torre e via Antonio Forleo. Il pezzo grosso del sequestro riguarda, invece, due villette.

Una in contrada Mogavero e l’altra in contrada Capodosso. Quest’ultima, dal valore catastale di alcune centinaia di migliaia di euro, risulta intestata alla moglie di Vincenzo della Corte, l’imprenditore ucciso a San Michele Salentino a colpi di fucile nell’ottobre del 2010. Chiudono il pacchetto 4 auto. Due, una smart e una Citroen, già entrate in possesso dello Stato. Altre due, un’Audi A 3 e una Fiatr Barchetta, ancora non rintracciate. Il valore complessivo stimato è di circa 1 milione e 200mila euro.

L’Antimafia, che ha ricostruito tutti i movimenti dell’imprenditore Capobianco dal 1998 ad oggi, ritiene che tutti questi beni siano stati acquistati con i soldi di Zio Carlone per poi risultare, solo fittiziamente, nel patrimonio dei famigliari e degli amici. A sostegno di ciò, intercettazioni telefoniche, pedinamenti, controlli incrociati. Risultanze investigative ricavate da precedenti operazioni, in cui fondamentale importanza ha avuto proprio il ruolo dei carabinieri della compagnia di Francavilla.