Dopo gli spari, gli arresti. Motta: “La città deve stare tranquilla”

Dopo la sequela di episodi criminosi avvenuti a Lecce, la polizia arresta 4 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra loro anche Vadacca e Bellanova, feriti in due diversi agguati. Motta tranquillizza la città.

polizia

LECCE- Davide Vadacca è stato catturato a Pompei, dove si era rifugiato. Aveva deciso di cambiare aria perchè dopo gli ultimi episodi intimidatori il clima era diventato pesante. Gli altri 3 sono stati catturati a lecce e arrestati con l’accusa di 416 bis, associazione a delinquere di stampo mafioso. Davide Vadacca, 31 anni, Salvatore Notarnicola, 31anni di S. Pietro Vernotico, Luca D’Attis, 34 e Alessio Bellanova 28, secondo gli inquirenti fanno parte del sodalizio criminoso attivo in città e che con il traffico di droga e la spartizione del territorio, stava cercando di riorganizzarsi dopo gli arresti dei capi, Brigante e Nisi. reset

Le indagini della squadra mobile diretta dal dott Rocco Carrozzo sull’attività dei 4 erano già avviate, ma gli episodi degli ultimi giorni hanno impresso una svolta decisiva.

Con gli spari, i colpi di pistola in via Adriatica, al bar Bellini e infine contro il negozio di cinesi in via del Mare, anche se in questo caso si tratta probabilmente di un errore, l’allarme era cresciuto trasformandosi in paura con l’agguato sotto casa in pieno giorno di Alessio Bellanova, uno degli arrestati.  Una risposta immediata anche alla richiesta di sicurezza anche dopo il vertice delle scorse ore in questura.

Sul fatto che i 4 facessero parte della Sacra Corona Unita non ci sono dubbi. Gli inquirenti hanno in mano una serie di lettere in cui gli affiliati scrivono di rituali di affiliazione e passaggi di grado per diventare sempre più vicini al capoclan, in questo caso il boss Roberto Nisi, di cui favorirono la latitanza terminata nel maggio del 2012 presso lo scalo ferroviario Roma Termini.

Dopo il suo arresto Davide Vadacca aveva assunto le funzioni di organizzatore sul territorio leccese, forse con spinte automistiche che a qualcuno non sono piaciute. Contro di lui e contro il suo giro si sono scatenate le furie degli avversari:il ferimento alla esso, il botta e risposta che ne segui, sino ad arrivare ai manifesti funebri che ne annunciavano la morte e che lo ingiuriavano.

Contro Notarnicola furono esplosi dei colpi contro la sua abitazione e quella della sua convivente, il 27 settembre ancora spari nella 167 dove risiede la suocera di Vadacca.  Sullo sfondo di una vera e propria guerra tra frange rivali la spartizione del traffico di stupefacenti sul territorio. Operazione Reset è stata chiamata quella di oggi coordinata dal pm dell’antimafia Guglielmo Cataldi che ha seguito le indagini, reset, perche si mette un punto, si spera, ad un clima infuocato determinato da personaggi ora dietro le sbarre.