Depuratori a norma, il Salento fanalino di coda

Nel Salento solo il 10% degli agglomerati urbani è dotato di una rete fognaria in grado di collettare in modo efficiente il carico inquinante prodotto.

depuratore carovigno

BARI- Solo il 10% degli agglomerati urbani delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto è dotato di una rete fognaria in grado di collettare in maniera efficiente il carico inquinante prodotto. Di più. Allo stato attuale nella provincia di Lecce sono ben 5 – il numero più alto di tutta la Puglia – gli impianti di depurazione che scaricano i reflui nel sottosuolo (Otranto, Specchia, Uggiano, Matino e Parabita) e ulteriori 4 scaricano nel mare.

6 sono invece gli impianti non a norma nel Tarantino e 4 a Brindisi di cui tre scaricano nel sottosuolo (Carovigno, San Michele e San Vito) e uno nel mare.

E’ il quadro poco incoraggiante sulla depurazione salentina evidenziato nel report stilato dalla Regione Puglia. Nonostante gli interventi finanziati non si riesce ancora a portare gli impianti a norma, tanto che alcuni di essi sono andati incontro alla procedura di infrazione della Unione Europea come nel caso di Carovigno, Francavila, Porto Cesareo,Casarano, Taviano e Supersano.