Via Brenta, Guagnano chiede il dissequestro al Riesame

Dopo il professor Massimo Bonerba, anche il costruttore Pietro Guagnano ci prova davanti al Tribunale del Riesame: i giudici decideranno a breve se dissequestrare o meno i suoi beni

via Brenta

LECCE- Si è presentato nelle scorse ore davanti al Tribunale del riesame per chiedere il dissequestro di 3 milioni di euro, Pietro Guagnano, il legale rappresentante della Socoge, la società costruttrice dei palazzi di via Brenta. Dopo il dissequestro dei beni del professore Massimo Buonerba, ex consulente giuridico dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, ci ha provato anche il costruttore assistito dagli avvocati Massimo Manfreda e Gaetano De Mauro.
La ragione è sempre la stessa.  Il sequestro per equivalente era motivato dall’accusa di truffa contestata a vario titolo agli imputati nel processo. I beni, tra contanti, titoli e quote societarie, finiti sotto sigilli erano considerati dagli investigatori il provento della presunta truffa realizzata, ai danni del comune di Lecce, con il contratto di leasing degli immobili, sede della giustizia civile.

Ma quell’accusa è caduta davanti al giudice Stefano Sernia che, con un’ordinanza, ha chiesto nuove indagini su tutti gli imputati, a cui si sono aggiunti l’allora primo cittadino Adriana Poli Bortone e il segretario comunale pro tempore Domenico Maresca, ipotizzando però l’accusa di peculato in concorso. Accusa per cui non è previsto il sequestro per equivalente. La decisione del giudici del riesame è attesa nelle prossime ore.