Penalisti e politici, polemica sul doppio ruolo

Politico, ma anche legale di fiducia del presunto boss. Il caso Vitali riapre il dibattito sul “doppio ruolo”. E in provincia di Brindisi non mancano i casi eccellenti.

tribunale

FRANCAVILLA- Da una parte, la loro attività professionale. Quella di avvocato penalista. Dall’altro, l’impegno nella politica se non addirittura nelle istituzioni. E il dibattito torna alla ribalta. Avvocati per professioni, politici per passione. I casi, in provincia di Brindisi, non mancano. Dall’ex deputato Luigi Vitali, al sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, passando per il primo cittadino di san Vito dei Normanni Alberto Magli Tutti finiti, in tempi diversi, al centro di una querelle fatta di opportunità e conseguenti polemiche. Tutti pronti a difendere un doppio ruolo che, per qualcuno, grida vendetta. L’ultimo caso riguarda proprio Vitali, legale difensore di Giancarlo Capobianco, presunto boss della Scu francavillese.

“Innanzitutto – sottolinea Vitali – per Capobianco, come per chiunque altro, esiste la presunzione di innocenza. Io – dice Vitali – sono per tenere separata la mia professione dalla mia vita privata e dalla politica. L’ho sempre fatto e nessuno può dire o dimostrare il contrario. Ora credo che il problema del nostro territorio non sia la professione di penalista del sottoscritto quanto individuare emarginare ed espellere dal contesto sociale qualunque forma di criminalità “.

In una polemica simile si ritrovò, suo malgrado, anche Alberto Magli, sindaco di San Vito , avvocato e, nel marzo 2011, difensore di fiducia del presunto usuraio Francesco Bello. Quella volta, a lanciare l’allarme, fu la politica. E cioè, l’opposizione comunale targata Pd. Anche in quel caso, ragioni di opportunità. Nonostante la polemica venne stoppata, sul nascere, dallo stesso ordine forense. “Un avvocato resta un avvocato anche quando fa il sindaco”. Con buona pace dei detrattori e dei moralisti a tutti i costi che, però, non perdono occasione di sottolineare la dicotomia e il presunto conflitto di interessi. Poi, il doppio ruolo può assumere addirittura contorni inquietanti e misteriosi.

Ne sa qualcosa Francesco Cascione, sindaco di Cellino, avvocato penalista ma anche capo del centro brindisino più colpito, negli ultimi tempi dalla criminalità. Proprio Cascione, si è ritrovato vittima di attentati incendiari avvertimenti. Difficile, anche per gli inquirenti, individuarne il contesto. E se l’ex sottosegretario al ministero dell’Interno Alfredo Mantovano pose l’attenzione sul conflitto etico, criticando il doppio ruolo, un altro parere illustre è arrivato dall’avvocato penalista Raffaele Missere, uno che in politica, anche senza ricoprire incarica, ha sempre contato qualcosa. E forse anche più.

“Se uno fa l’avvocato deve difendere. Difendere non significa condividere o essere strumento del reo o del reato. Questo vale – ha sottolineato Missere – per tutti coloro che esercitano la professione di avvocato. Vale anche per gli avvocati impegnati in politica”. Insomma, politico e avvocato, puoi anche non essere d’accordo, ma è un ruolo, doppio, assolutamente legittimo. Anche se poi, sai che fatica?