Disoccupazione, Francavilla “maglia nera” della provincia

Il dramma della disoccupazione al centro di un tavolo di discussione organizzato dalla Cisl a Castello Imperiali. Francavilla al top della classifica per disoccupazione e lavoro a nero.

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FRANCAVILLA- Tra un’inchiesta della procura, qualche arresto e le immancabili polemiche politiche, Francavilla Fontana si riscopre al top della poco lusinghiera classifica della disoccupazione in provincia di Brindisi, con dati che appaiono assolutamente sconfortanti e si prestano, per altro, a diverse letture. L’allarme lo lancia la Cisl che, presso la sala del camino di Castello Imperiali ha messo intorno ad un tavolo esponenti della politica, dell’imprenditoria, dei sindacati.

Al centro del dibattito, le recenti inchieste della magistratura. Nell’occhio del ciclone ci è finito, ancora una volta, l’ufficio tecnico. Tra favori agli amici e, questa la tesi della Procura, dispetti ai nemici. CamillO Camassa, segretario Uil pensionati, ex consigliere Comunale, sia di maggioranza che di opposizione, ma anche ultimo presidente della commissione lavori pubblici, non si affretta in giudizio ma, plaudendo al lavoro della magistratura, ritiene che la giustizia debba fare il suo corso.

I dati più preoccupanti, perché già accertati e messi nero su bianco, riguardano invece la disoccupazione. A dispetto della sua vocazione commerciale, Francavilla è al top nella poco lusinghiera classifica sulla disoccupazione in provincia

Ovviamente, inutile negarlo, gli occupati sono molto di più di quelli registrati dagli uffici del lavoro. Ai dipendenti regolari e ai disoccupati, va aggiunta, infatti, una grossa fetta di lavorati a nero. Una categoria che, teoricamente, regge buona parte del sistema produttivo francavillese.

E così, tanto per togliervi il dubbio, non siete di fronte ad un problema tecnico. Lo schermo è volutamente nero. Nero come il lavoro che tra aziende, studi professionali, cantieri, va in scena ogni giorno nell’omertà generale. Nero come la coscienza di politici ed imprenditori, che conoscono il dramma di chi è costretto a scendere a patti per un tozzo di pane, e a volte neppure quello, senza alcuna garanzia o copertura. Nero come questo schermo, nero come l’ipocrisia di chi osserva, in silenzio, e non dice una parola.