Rapina alla sala giochi dove fu ucciso il figlio del boss

Un anno fa, l'omicido di Antonio Presta, figlio del boss e pentito Scu Gianfranco. Questa mattina, la rapina. Banditi armati in una sala giochi di San Donaci.

carabinieri

SAN DONACI- Poco più di un anno fa, proprio nei pressi di quella sala giochi, Anonio Presta, 29enne figlio dell’ex boss Scu e poi pentito Gianfranco Presta, fu avvicinato da ignoti killer incappucciati che, a bordo di una Lancia Delta Bianca, lo uccisero a colpi di fucile. Nella mattinata, all’alba, quella stessa sala Giochi, il Club De Mossè di via Tobagi, a San Donaci, è stata rapinata all’alba. Erano circa le 5 di mattina quando due uomini incappucciati hanno fatto irruzione nell’esercizio.

Uno dei due banditi, armato di pistola, ha puntato l’arma contro il proprietario che, sotto la minaccia, è stato “Invitato” a svuotare l’incasso delle slot machine presenti all’interno del locale. Quindi, i due uomini si sono allontanati a piedi, perdendosi nei vicoletti ancora bui, con in tasca il bottino, interamente in monetine ma sicuramente cospicuo È stato lo stesso gestore dell’attività, aperta praticamente per tutta la notte, ad allertare i carabinieri della locale stazione, sul posto in pochi minuti e ora a caccia dei due misteriosi rapinatori. Le indagini, coordinate dai carabinieri della compagnia di Francavilla alla guida del Maggiore Giuseppe Prudente, non escludono alcuna pista.

Appare ovviamente assai improbabile che possano esserci collegamenti di sorta con quell’esecuzione, ancora impunti, che nel settembre del 2012 scosse la città di San Donaci.

Secondo le testimonianze raccolta, la notte del 5 settembre,  tre persone con il volto travisato a bordo della lancia si fermarono davanti a Presta, che stazionava nei pressi della sala giochi, e cominciarono a sparare. Il giovane tentò n mezzo ai tavolini di un bar ma i colpi d’arma da fuoco lo raggiunsero mortalmente al torace e alle gambe. Per Presta non ci fu nulla da fare. Sotto la pioggia di proiettili rimase ferito anche un 22enne, Pierangelo Giuffreda, poi ricoverato in Ospedale. 

Su quell’omicidio, le indagini sono tutt’ora in corso. E scavano tanto nel passato della famiglia di Presta, quanto nel traffico di sostanze stupefacenti.