Agguato sotto casa, 31enne gambizzato in pieno giorno

Agguato in pieno giorno nel quartiere San Pio a Lecce . Ferito a colpi di pistola Alessio Bellanova, personaggio ben noto alle forze dell'ordine e molto vicino a Davide Vadacca. Ad agire un uomo che ha fatto uscire di casa la vittima con la scusa della consegna della posta

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LECCE-  Si torna a sparare, in pieno giorno, davanti a decine di possibili testimoni, per strada, in una piazzetta circondata da condomini, nell’ora di punta, quella in cui i bambini escono da scuola e molta gente rientra a  casa dal lavoro. Eppure chi ha sparato  non ha avuto scrupoli ed ha colpito nell’androne del palazzo attirando la vittima citofonando con la scusa di dover consegnare della posta.

Alessio Bellanova, sceso dall’ultimo piano del condominio  con il numero civico 35 di via cavalieri di Vittorio Veneto, quartiere S. Pio,  è stato investito da una raffica di colpi, uno dei quali lo ha raggiuntoBELLANOVA_Alessio alla caviglia. È rimasto sanguinante per terra, sino all’arrivo dei soccorsi, mentre l’aggressore che aveva il volto coperto da un casco è fuggito via. Bellanova è ora ricoverato nel Vito Fazzi. La ferita è lieve e guarirà in pochi giorni.

Un episodio inquietante sia per le modalità, quelle di un vero e proprio agguato, sia per i trascorsi della vittima, molto vicina a Davide Vadacca, protagonista di altri fatti di sangue cominciati esattamente un anno fa con l’agguato alla Esso sulla Lecce Brindisi, durante il quale fu gambizzato e continuati con una sequela di episodi, non  ultimo le velate minacce di morte sottoforma di manifesti funebri.

E Alessio Bellanova era proprio la persona che arrivò in auto insieme a Vadacca la sera  dell’agguato alla esso, esattamente un anno fa. Ma le cronache nel corso dei mesi successivi hanno molto parlato di lui: a novembre fu intercettato alla periferia di Lecce mentre viaggiava su un’auto con un carico di 100 grammi di eroina purissima e arrestato. Inoltre si addossò la proprietà dei 34 chili di marijuana ritrovati nel cofano di un’auto parcheggiata in una villa di San Cataldo.

Ecco perchè  l’episodio delle scorse ore non è isolato. Gli agenti della squadra mobile che stanno indagando sulla vicenda hanno ben chiaro lo scenario nel quale si inquadra: una guerra aperta a suon di attentati e ritorsioni tra gruppi rivali che si contendono il traffico della droga a Lecce e nell’interland. Episodio probabilmente collegato alla sparatoria avvenuta esattamente 24 ore prima in via adriatica: spari dopo un litigio e poi il ritrovamento di tre bossoli, sembrerebbe, al momento, senza feriti.

Gli uomini della scientifica hanno repartato sul luogo dell’agguato, nel quartiere San Pio, 3 bossoli di una calibro 7,65. dello stesso calibro quelli di via Adriatica, non è escluso che a sparare sia stata la stessa arma, e forse la stessa mano.

Mariella Costantini

 

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