Scacco agli Imperiali, la masseria delle armi fu acquistata dl sindacalista: “La darò in uso all’antiracket”

Secondo la Procura, magazzino delle armi della Scu, eppure ancor acquistata all'asta dal segretario del Mab di Francavilla Antonio De Franco, pronto a darla in uso all'antiracket. Il ruolo centrale di una masseria nell'inchiesta sul traffico di armi della mafia.

tribunale

FRANCAVILLA- Traffico di armi da guerra nella disponibilità della Scu, secondo l’accusa, le armi che “Zio Carlone” Capobianco avrebbe acquistato da un ex KGB Russo e che furono nascoste. In un primo momento, nei pressi della masseria del genero del 50enne, Cataldo Nardelli, anche lui indagato nell’ambito dell’operazione “Scacco agli Imperiali”.

Eppure, nel negare ogni addebito ed ogni accusa formulata dalla Procura di Lecce, Giancarlo Capobianco, presunto sodale della Scu a Francavilla e ora accusato di traffico di armi da fuoco, nell’interrogatorio di garanzia è stato chiaro. “In quella masseria non ci ho mai messo piede. E non era neppure di proprietà di mio genero”.

E questo, potrebbe anche essere tecnicamente vero, visto che l’immobile, in passato di proprietà del padre di Nardelli e sito nei pressi della provinciale Francavilla – Carosino, potrebbe essere quello da tempo finito all’asta e che, nel giugno del 2010, ovvero 3mesi prima che, secondo gli inquirenti, vi venissero nascoste le armi, sarebbe stato acquistato all’asta dall’unico acquirente che, quel giorno, presentò un’offerta. Si tratta di Antonio de Franco, segretario cittadino del Mab, Movimento Autonomo di Base che, contattato sull’argomento e andando a ritroso con la memoria, conferma lui stesso un acquisto di cui non disponiamo, però, documentazione.

“Non so se si tratta della stessa masseria. Mi presentai all’asta perché, abitando nelle vicinanze dell’immobile in vendita, avevo interesse a capire chi fosse l’eventuale acquirente. Con mia grande sorpresa, però, fui l’unico a fare un’offerta. In realtà – spiega il sindacalista – l’acquisto non era né voluto, né preventivato. Ma tornare indietro non era possibile”

Il fatto curioso è che, prendendo per vere le ipotesi degli investigatori, De Franco si sarebbe ritrovato con un immobile utilizzato come “magazzino” e nascondiglio di pericolose armi da guerra. Per la precisione, Kalashnikov e bombe ananas. Tutto all’insaputa dell’acquirente.

“Dall’acquisto ad oggi – precisa il ragioniere – quella struttura è rimasta praticamente abbandonata. Non posso certo sapere chi ci entrasse e perché”. Le armi, sempre secondo l’accusa, furono poi spostate in un posto più sicuro. Per la precisione, in contrada Donna Laura dove, infine, furono in parte ritrovate dai carabinieri nel febbraio del 2011. Ma questo, in questa sede, conta poco. Curioso, invece, che proprio De Franco, paladino della legalità nella Città degli Imperiali, si ritrovi in possesso di una struttura ora al centro di un’inchiesta sulle armi della Sacra Corona Unita. Scherzo del destino che proprio il ragioniere è pronto a risolvere con una proposta shock.

“Se si tratta davvero di quella masseria, sono pronto – annuncia De Franco – a dare in comodato d’uso gratuito alcuni locali di quella struttura all’associazione antiracket, occupandomi a mie spese della ristrutturazione”. Nel frattempo, proseguono gli interrogatori di garanzia. Dopo Capobianco, Gravina, Stano e Destino, giovedì sarà il turno del 21enne incensurato di Francavilla Fontana Nico Passiante, atteso dal Gip.