Nubifragio, ammalati in una casa-trappola: la disperazione di un’anziana di Leverano

C'è una coppia di anziani coniugi di Leverano che, dopo l'acquazzone di due giorni fa, ha chiesto il nostro aiuto perchè le istituzioni li ascoltino: da anni, quando piove, la casa si allaga completamente. Ma loro sono ammalati e, ogni volta, restano "in trappola".

leverano sera

LEVERANO- 48 ore fa il nubifragio che si è abbattuto sul Salento ha trasformato molte strade di altrettanti comuni in letti di fiume. Allagamenti si sono registrati ovunque ed è stata colpita soprattutto la zona di Copertino e Leverano. Questa era la situazione che ci è stata documentata da voi telespettatori a Leverano.

E, per qualcuno, quest’acqua è un incubo, da anni. Perchè fa diventare la propria casa una trappola. È quello che succede in via Pisacane, dove una donna ammalata è stata soccorsa da un’ambulanza del 118 che, con fatica, è riuscita a raggiungere il civico 22.

Ma la signora Teresa non poteva andare in ospedale perchè in casa c’è suo marito Antonio, allettato e gravemente ammalato da tempo. Lei non lo lascia mai, se ne prende cura ad ogni ora del giorno e della notte. In questa casa, devastata dall’acqua molte volte -con le piogge del 2011 in casa era entrato oltre mezzo metro d’acqua- ormai vivono blindati: ogni ingresso è schermato da lastre di alluminio, ma a volte -come è successo due giorni fa- non bastano, perchè il livello dell’acqua supera l’altezza delle protezioni. E allora è il caos: l’acqua piovana entra come sospinta dalla corrente e divora ogni cosa. E il signor Antonio è sempre lì, che non può muoversi.  In questa casa, 40 anni fa, viveva la madre della sig.ra Teresa. “Lei -dice la figlia- è stata uccisa da quell’acqua. Ebbe un infarto proprio durante un nubifragio”.

L’avvocato Leonardo Calò, che rappresenta la famiglia Strafella, ha scritto numerose volte al Comune, sollecitando degli interventi, o almeno un incontro ufficiale, “Ma -dice- sia questa che la precedente amministrazione non hanno dato seguito alle mie richieste. Il problema -spiega- è che in questa strada convogliano le acque piovane di mezzo paese, perchè è sbagliato il progetto del sistema di scolo”.

Quel che è certo è che questa gente va aiutata: la loro unica colpa è abitare al piano terra. La signora Teresa ci ha raccontato di aver avuto danni per oltre 20mila euro, compresa la mobilia che ha dovuto buttar via. Non chiede di essere risarcita, ma che le venga dato un contributo per sopraelevare l’intera abitazione. Perchè non abbia più paura delle nuvole, ogni volta che si avvicinano.