Insegnanti e assistenti di sostegno a lumicino, al via le azioni legali

Si prepara una pioggia di ricorsi al tar per garantire la presenza di insegnati e assistenti di sostegno agli alunni disabili. La denuncia di un papà: “Mia figlia lasciata sola per metà del tempo”

INSEGNANT-SOSTEGNO

LECCE- La pazienza pare essere davvero finita. Dialogo difficile e risposte a singhiozzo costringono a incamminarsi lungo le vie legali. Si prepara una pioggia di ricorsi al Tar da parte di famiglie e associazioni per poter ottenere il riconoscimento dei diritti degli alunni disabili. Ad annunciarli è l’associazione ADDDA, che sta già trattando alcune delle situazioni che paiono avere dell’assurdo e offre il patrocinio legale gratuito per quelle che arriveranno. Lo dice chiaramente Addolorata Zingarello, non solo membro dell’associazione, ma anche preside della scuola De Amicis.
Non c’è, infatti, solo la denuncia arrivata nelle scorse ore dal Tribunale dei diritti del malato. Ora emergono le storie, che arrivano dentro gli affetti più cari e le ingiustizie più evidenti.

Giorgio Leucci ha una figlia con una grave disabilità. 12 anni, ha iniziato la prima media, è paraplegica sensoriale. Avrebbe bisogno, dunque, di un’assistenza totale e congiunta tra insegnante di sostegno e assistente di sostegno, da garantire, quest’ultima, rispettando il principio della continuità, vale a dire non interrompendo il percorso già iniziato con la precedente assistente negli anni della scuola primaria. Invece, quest’anno le hanno assegnato una Oss diversa e che dovrà prima imparare a comprendere il linguaggio e le esigenze della bambina e che, tra l’altro, non copre l’intero orario scolastico. Ancora meno per l’insegnante di sostegno inviata dall’Ufficio scolastico provinciale: appena 9 ore su 18. Tradotto, significa che per la metà del tempo la bimba rimane da sola in classe, parcheggiata, senza possibilità di apprendere.

Uno scenario che si ripete identico anche altrove, visto che complessivamente mancano all’appello circa 400 docenti e la metà degli operatori dell’assistenza. I piani viaggiano paralleli. A dover garantire questi ultimi dovrebbero essere congiuntamente Servizi sociali, Asl e Provincia.

Filomena D’Antini, assessore provinciale alle Politiche sociali, mette i puntini sulle i: “Siamo noi a fare i tappabuchi. A settembre- dice- la Asl ci ha comunicato 80 casi. C’è personale solo per la metà di questi”.

Non va meglio per gli insegnanti, per cui il cortocircuito è a monte. La legge Gelmini ha imposto il contingentamento degli organici fino al 2014. Gli Uffici scolastici regionale e provinciale cedono a quel limite. Senza provare a sfondarlo. I ricorsi al Tar servono a questo, ad ottenere ciò che gli Uffici non danno. “Le sentenze ci hanno dato ragione lo scorso anno- chiosa la Zingarello-. Peccato che abbiamo dovuto aspettare marzo per poter garantire l’assistenza agli alunni. Forse, ci vorrebbe più coraggio”.