Sopralluoghi alla Sparkle, le associazioni: “Vogliamo conosce gli esiti”

Sopralluoghi di Arpa, Spesal e vigili del fuoco nei giorni scorsi nell'azienda di radio farmaci di Casarano finita sotto la lente della procura. Gli esiti pero sono al momento top secret. L'associazione idee insieme di Casarano chiede chiarezza

'Sparkle' a Casarano

CASARANO- Nonostante le nostre sollecitazioni ancora nessuna risposta dall’amministrazione comunale sulla vicenda Sparkle, l’azienda di radiofarmaci in contrada calò a Casarano, finanziata con 4 milioni,125 mila e 130 euro a fondo perduto del pit 9. L’associazione idee insieme di Casarano, la cui attività è finalizzata al controllo ed alla verifica delle attività politiche, sociali ed amministrative del territorio , dopo aver presentato al sindaco di Casarano la richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc sull’argomento attende ancora delle risposte.
Perchè nell’ultimo mese nel plesso dell’azienda si sono susseguiti una serie di sopralluoghi: il 18 settembre il sindaco Gianni Stefano ha accompagnato vigili del fuoco e Spesal, il 19 è stata la volta dell’arpa per la rilevazione di eventuali radiazioni nell’area esterna circostante .

I risultati dei sopralluoghi e delle analisi, dicono dall’associazione , dovrebbero essere resi pubblici perchè l’intera collettività ha il diritto di conoscere le risposte ad una serie di interrogativi.

Innanzitutto risposte che riguardano la salute della popolazione : la Sparkle inattiva ormai da quasi un anno, cosa ha rilasciato nell’aria? Cosa c’è all’interno? E quale sarà il destino della struttura e dei macchinari? questo soprattutto alla luce del fatto che l’Agenzia Italiana del Farmaco il 21 marzo scorso ha sospeso la licenza per la produzione dei medicinali.

Azienda inattiva quindi, lavoratori a casa con una richiesta per la cassa integrazione che sarebbe stata respinta dall’Inps e una struttura per ora chiusa e inattiva con un impianto che risulta essere stato alienato perchè ceduto alla mediolising Spa di Ancona contrariamente a quanto imponeva il contratto stipulato con il comune e requisito indispensabile per ottenere il finanziamento. Una violazione che comporta come sanzione la risoluzione del contratto. L’area dovrebbe quindi tornare al Comune che ne può disporre liberamente.

Una volta accertata l’alienazione del bene da parte della società il comune dovrebbe quindi riprendersi la struttura e decidere in merito.

Decisioni che dovrebbero essere prese anche alla luce dell’intenzione della Sparkle di riaprire l’attività con la produzione e commercializzazione di un nuovo radiofarmaco: la cuprimina.

Per tutti i protagonisti di questa vicenda le indagini della finanza di lecce hanno evidenziato dei profili di responsabilità penale: nell’informativa della guardia di finanza è finita innanzitutto Caterina Mastrogiovanni, nella sua qualità d’incaricata di un pubblico servizio, responsabile all’epoca dei fatti del suap di Casarano, incaricata del rilascio, del Provvedimento Autorizzativo Unico per la realizzazione della radiofarmacia e poi della successiva cessione dell’immobile.

Gianluca Valentini, nella sua qualità di amministratore della società Sparkle , Paola Panichelli , nella sua qualità di socia per una quota pari al 26% , Mauro Ballante nella sua qualità di legale rappresentante della I.C.O.C. S.r.l.; Sergio Foresi , nella sua qualità di legale rappresentante della Prefabbricati Foresi S.r.l.